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Nel 2013 la disoccupazione degli stranieri è cresciuta del 17,3% rispetto a quella degli italiani, attestata all’11%, mentre il numero di immigrati che hanno trovato un lavoro è salito a 22 mila. Sono i dati del IV rapporto sul lavoro degli immigrati in Italia, realizzato dal ministero del Welfare e presentato ieri a Roma.
La ricerca ha seguito l’attività dei circa 2.36 milioni di lavoratori europei ed extra Ue e, come si legge dalle pagine del dossier, la loro quota, «nonostante una rilevante contrazione subita negli ultimi anni, è più alta di quella italiana (58,1% vs 55,3%), diversamente da quanto accade in Francia (55,3% vs 64,8%), Inghilterra (67,2% vs 71,1%), Germania (60,7% vs 74,8%), e Spagna (53,2% vs 55,2%)». Tuttavia, se l’occupazione immigrata è in aumento, come osserva il sottosegretario Franca Biondelli, quello che preoccupa è il crescente ricorso alla manodopera sommersa. Istat: il 43% dei giovani è senza lavoro
Il documento, poi, evidenzia che 69.490 immigrati hanno usufruito della cassa integrazione (11,2% del totale di percettori sul territorio nazionale), mentre 17.618 hanno ottenuto l’accesso alla mobilità e 212.806 all’indennità di disoccupazione (ordinaria non agricola e speciale edile). Inoltre, è stato stimato che il 2,5% degli under 29 che hanno partecipato al programma Garanzia Giovani (piano di inserimento e trasferimento di nuove competenze) è immigrato di seconda generazione. Infine, il IV rapporto sul lavoro degli immigrati, ha rilevato che circa tre stranieri su dieci residenti in Italia hanno la cittadinanza europea (i più numerosi sono i rumeni, circa un milione), mentre tra quelli con cittadinanza extra europea, «prevalgono i cittadini di Marocco (513.374), Albania (497.761), Cina (304.768), Ucraina (224.588), India (150.462), Moldova (149.231), Egitto (123.529) e Bangladesh (113.811)».