Gli italiani non temono di lasciare l'Italia: solo il 28% pensa che vivere a lungo all'estero faccia perdere l'amore per il proprio Paese © Getty Images

Per gli italiani l'ipotesi di andare a lavorare all'estero non è più una chimera, anzi. Il 60,5% lo giudica l'unico modo per avere un futuro migliore e il 56% partirebbe se ci fossero le condizioni. Attenzione, però non parliamo di fuga ma di un'opportunità dettata da un mondo globale (63,2%), che serve per capire il mondo di oggi (68,6%) e sognare una brillante carriera (66,5%). A dirlo è un'indagine svolta da Manageritalia, con AstraRicerche, sul rapporto tra gli italiani e il lavoro e sulle aspettative per il futuro.

CONSERVATORI E INNOVATIVI. Riguardo alle nuove forme di lavoro, gli italiani sono conservatori, ma anche innovativi. Piace l'idea di stare sempre nella stessa azienda (48,3%, rispetto a cambiarla spesso 16,6%) ma vince la collaborazione, cioè avere una professione che ti impone di lavorare spesso con gli altri (apprezzata dal 41,8%), rispetto a lavorare spesso da solo (23%). Stupisce almeno in parte la preferenza espressa in termine di retribuzione: un forte welfare aziendale è preferibile (41,8%) a uno stipendio tutto in denaro (23%).

SOLDI = RISULTATI. Da una parte gli italiani sembrano i soliti scansafatiche: i più apprezzano un lavoro stabile, senza grandi prospettive di crescita (39,1%), rispetto a uno meno stabile ma più sfidante (28,5%); un impiego più basato sulla presenza, un numero di ore fisse alla settimana (41,7%), che sulla flessibilità e gli obiettivi da raggiugere (32,2%); la retribuzione fissa e certa (34,5%), rispetto a quella fatta anche di una parte variabile (35,1%). Dall'altra parte, però, abbandonerebbero la retribuzione basata sugli scatti di anzianità (28,5%), preferendo quella basata sui risultati (43,3%), privilegiano esperienze diverse anche nella stessa azienda (44,7%) rispetto a un lavoro "piatto" (28,4%) e una professione che richieda un continuo apprendimento (45,4%). Forte l'apprezzamento per un lavoro flessibile, distribuendo l'impegno lavorativo nell'arco del giorno e della settimana (47,2%, contro 27,1% che preferiscono il contrario) e lavorando anche da casa e/o da altri luoghi (43,3%, rispetto a 22,7%). E quasi la metà apprezza avere responsabilità (47,5%).

NUOVO LAVORO. «L'indagine serve per capire ancor meglio il rapporto degli italiani con il lavoro», dice Guido Carella, presidente Manageritalia. «Supportiamo così, in vista della festa del lavoro del Primo maggio, il lancio dell'iniziativa Cambia Il Lavoro con Produttività & Benessere , con la quale Manageritalia e i suoi manager vogliono coinvolgere istituzioni, business community e tutti gli italiani in un'azione volta a cambiare e rendere più al passo con i tempi il mondo del lavoro in Italia. Partiamo proprio il 1° maggio per promuovere e far diventare sempre più realtà un nuovo modo di intendere il lavoro, fatto di merito, collaborazione, valorizzazione delle risorse umane e più gestione manageriale. Una nuova idea di lavoro che porta più produttività per l'azienda e più benessere per tutti».