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A.A.A cercasi operaio 2.0, quel carpentiere digitale capace di utilizzare – con professionalità – le nuove tecnologie come se fossero i suoi attrezzi del mestiere. In Italia, secondo un rapporto ‘Professioni e Lavoro nel 21esimo secolo’, curato dal think tank Glocus e appena presentato a Roma mancano proprio queste figure professionali, che potrebbero fare crescere il valore della nostra Internet Economy oltre l’attuale 2% del Pil, a oggi la metà della media europea.
Secondo Glocus, in pratica, il lavoro c’è ma non si trovano i profili giusti; entro il 2015, infatti, si prevedono in tutta Europa circa 900 mila posti di lavoro vacanti a causa della scaristà di figure professionali dell’Information and Communication Technology (Ict). Ma cosa si intende per profili dell’Internet Economy? Non certo blogger, ma progettisti di sistemi informatici, consulenti di software, analisti e sviluppatori di applicazioni, esperti di usabilità e accessibilità, medici e operatori sanitari specializzati nell’assistenza domestica grazie alla domotica, ingegneri esperti nella tecnologie a basso impatto ambientale, esperti di sicurezza dei sistemi.
”L’unico modo per uscire da una situazione che vede il tasso di disoccupazione giovanile italiano al 40,5% – si legge nel rapporto – è quello di riallineare l’offerta di lavoro alla domanda del mercato, riformando alla base il sistema dell’istruzione e della formazione. Non basta dunque una politica degli incentivi per le assunzioni, ma servono degli interventi volti a preparare i lavoratori ad un mercato ormai cambiato”.