Rinunciare allo status di impiegato per salvare il posto di lavoro. È quanto è stato offerto ai dipendenti della 3B di Salgareda, azienda del settore del legno e specializzata nei pannelli per mobili, che lo scorso agosto ha avviato la procedura per 46 esuberi. La mediazione dei sindacati ha portato la società, che conta circa 580 dipendenti e 80 amministrativi, a una nuova proposta: un ricollocamento dei 46 impiegati nel reparto produzione con lo stesso stipendio base, anche se dovranno essere rinegoziare i benefit. Già in dieci hanno accettato il ‘declassamento’, per gli altri l’alternativa, sempre che l’azienda decida di sottoscriverlo, è il contratto di solidarietà (24 mesi a orari e paga ridotti con l’incognita per il futuro).
“Per molti di loro, specie i più anziani che faticherebbero a ricollocarsi, la cosa più importante è la certezza dello stipendio”, spiega a la Repubblica , Anna Zanoni di Fillea (ramo della Cgil per questo settore). “Ma ce ne sono altri che non accetteranno di dequalificarsi”. Per loro il futuro resta quanto mai incerto.