Conciliare i tempi di lavoro e quelli di famiglia. È questo l’obiettivo che intende perseguire l’intesa firmata ieri da governo e parti sociali, Cgil compresa. Una serie di misure atta alla modulazione flessibile dei tempi e degli orari di lavoro che arrivano proprio alle vigilia dell’8 marzo, festa della donna, ad esprimere simbolicamente la volontà di arrivare a riforme atte a favorire l’occupazione femminile nel nostro paese. Con la firma dell’accordo parte ora un tavolo tecnico che in 90 giorni dovrà individuare le forma più adatte per conciliare famiglia e lavoro, misure che godranno di una detassazione del 10 per cento. Le nuove regole saranno inserite nei contratti nazionali.

Tante le misure che saranno vagliate:
● introduzione di regimi di orario di lavoro modulati su base semestrale o annuale;
● possibilità dell’impiego del telelavoro in alternativa ai congedi facoltativi o al congedo parentale;
● possibilità per il lavoratore padre e la lavoratrice madre di beneficiare, entro i primi tre anni di vita del bambino, di particolari forme di flessibilità di orario in entrata e in uscita (fermo restando il monte orario complessivo previsto dalla contrattazione collettiva di riferimento);
● possibilità della trasformazione temporanea del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale per il periodo corrispondente ai primi cinque anni di vita del bambino ovvero per oggettive e rilevanti esigenze di cura di genitori e/o altri familiari;
● possibilità di concordare orari flessibili in entrata e in uscita dal lavoro quando necessità oggettive e rilevanti di cura e accudimento dei familiari lo rendano necessario;
● utilizzo dei permessi accantonati in flessibilità individuale o banca delle ore da attribuirsi, in via prioritaria ai lavoratori con oggettive esigenze di conciliazione;
● possibilità di concordare con il datore di lavoro, nel caso di documentata grave infermità del coniuge o di in parente entro il secondo grado, diverse modalità di espletamento temporaneo della attività lavorativa, anche a risultato, in alternativa all’utilizzo di giorni di permesso o congedo per gravi motivi familiari;
● impegno, al rientro dalla maternità, di assegnare la lavoratrice alle stesse mansioni ovvero a mansioni che non vanifichino la professionalità e l’esperienza acquisite dalla lavoratrice;
● possibilità di concedere permessi non retribuiti al dipendente in caso di malattia del figlio entro i primi otto anni di vita; istituzione e possibilità di ricorso alla banca delle ore e, là dove possibile, di meccanismi di banca ore specificamente dedicato ai genitori di bambini sino a 24 mesi che potrebbero avere diritto, su loro richiesta, a percepire la sola maggiorazione accantonando le ore straordinarie in un conto ore;
● costituzione di asili nido aziendali/interaziendali ovvero attivazione di servizi collettivi di trasporto da e per gli asili pubblici;
● possibilità di erogazione da parte del datore di lavoro ai propri dipendenti di buoni lavoro per lo svolgimento da parte di terzi di prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio per attività domestiche e di cura;
● istituzione di fondi bilaterali (ovvero assegnazione di nuove competenze agli enti bilaterali esistenti) per il sostegno alle politiche di conciliazione;
● impegno a trovare tutte le possibili soluzioni in merito alle esigenze (della durata massima di due settimane) legate alla fase di inserimento dei bimbi alla scuola materna e al primo anno di scuola elementare.