Da oggi parte ufficialmente lo switch off, la lunga marcia che porterà il Nord Italia, attraverso lo spegnimento della televisione analogica, al passaggio al digitale terrestre. La rivoluzione interesserà la cosiddetta zona tre, un’area che da sola conta 12 milioni di abitanti e 19 province, tra Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna.

Se il count down è terminato, continuano invece le polemiche. Da una parte i consumatori che, ancora impegnati nell’acquisto di televisori e decoder, lamentano carenze informative da parte delle istituzioni; dall’altra le emittenti locali, ancora alla prese con l’assegnazione e la gestione delle frequenze.

Pietro Giordano, segretario nazionale dell’Adiconsum, l’associazione nazionale a difesa dei consumatori, denuncia, a proposito dello swicht off, un profondo buco nell’informazione istituzionale: “è paradossale quanto vero che dobbiamo registrare un sostanziale ritardo nell’informazione e nel servizio ai consumatori, particolarmente quelli più deboli da parte delle regioni e delle amministrazioni. Sembra che nulla stia per accadere quando invece siamo di fronte a un passaggio epocale”.
Continuano anche i problemi sul fronte delle tv locali, l’assegnazione delle cui frequenze non è ancora stata risolta. Secondo l’associazione degli editori delle tv locali: “le frequenze sono insufficienti o in alcuni casi sovrapposte con altre emittenti. Se ciò fra qualche giorno dovesse tradursi in guai seri per le trasmissioni, molti di loro si rivolgeranno al Tar”.

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