Il 26 giugno la Lega Calcio dovrà emettere il suo giudizio. Tuttavia la partita per l’assegnazione dei diritti tv per il triennio 2015 – 2018 della serie A, sembra ancora tutta da giocare. L’asta, indetta il 5 giugno, è stata infatti oggetto di polemiche, diffide e ricorsi. Com’è noto, la Lega Calcio ha messo all’asta cinque pacchetti, nominati con le lettere progressive dell’alfabeto. Nello specifico, i pacchetti A e B comprendono tutte le partite delle otto squadre principali: il primo per la messa in onda sul satellite; il secondo sul digitale terrestre. Il pacchetto C include invece i diritti per le interviste e gli spogliatoi; il pacchetto D tutti gli incontri delle altre dodici squadre senza distinzione di piattaforme, mentre il pacchetto E guarda al mondo di internet, dove si potrebbero trasmettere alcuni match. La base di partenza dell’asta era 850 milioni di euro ma, alla luce delle offerte dei player, la cifra è schizzata a 1,81 miliardi di euro. A spiazzare è stata in particolare l’offerta di Sky che, oltre ai diritti satellitari, vorrebbe accaparrarsi anche i diritti per il digitale terrestre. Una mossa senza precedenti. La piattaforma satellitare ha così offerto 355 milioni di euro per il pacchetto A (satellite), 420 milioni per il pacchetto B (digitale terrestre) e 120 milioni per le altre 12 squadre del pacchetto C. In campo è scesa anche Fox che, dimostrando a sua volta interesse per la messa in onda sul digitale terrestre, ha offerto 400 milioni per il pacchetto B e solo 15 milioni per il pacchetto C. Dal canto suo, Mediaset ha offerto 350 milioni per il pacchetto A, 280 milioni per il pacchetto B e 306 milioni per il D. Nessuno ha fatto offerte per il pacchetto E. Stando a indiscrezioni, alla luce di queste offerte l’orientamento della Lega sarebbe stato di assegnare i pacchetti A e D a Mediaset, mentre il pacchetto B (del digitale terrestre) a Sky. Apriti cielo. Mediaset ha contestato l’offerta sul dtt di Sky, in quanto violerebbe la legge Melandri-Gentiloni sulla concentrazione dei diritti tv: “Inutile far finta di non capire: assegnare a un unico operatore le 248 partite delle 8 squadre di SerieA […] è esattamente quello che la legge, le autorità regolamentari e la stessa Lega Calcio hanno sempre voluto impedire a difesa dei consumatori e della concorrenza”. Sky invece ha mandato una diffida alla Lega calcio “dall’assegnare diritti tv fuori dalle regole” giudicando l’offerta di Mediaset non conforme: “É un passo a cui siamo stati costretti perché il rispetto delle regole è sempre fondamentale e in questa gara noi abbiamo fatto le offerte più alte”, spiegano da Sky. Non solo. Presa carta e penna, i numeri uno della piattaforma satellitare hanno scritto una lettera ai presidenti delle squadre di Serie A per ricordare loro il sostegno di Sky al mondo del calcio.