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I segnali di ripresa dell’Information Technology (It)? Un’illusione; la ripresa, dopo un 2010 fin troppo negativo (-7,6%,), c’è stata ma fin troppo modesta a indietro rispetto alla media europea, “mentre una pesante inversione di tendenza, sul quadrante della prudenza, si è avuta già dall’inizio dell’estate”. È questo il dato principale fotografato dal report annuale diAssintel e relativo al mercato del software e dei servizi It in Italia nel 2011. I dati dell’associazione nazionale delle imprese Ict di Confcommercio-Imprese per l’Italia parlano di un secondo semestre che non sta andando secondo le previsioni e di un mercato che nel 2011 totalizzerà un modesto +2,2% (media europea +2,9%).

MERCATO IT IN ITALIA. Secondo gli analisti di Nextvalue (società a cui Assintel ha commissionato la ricerca) il risultato positivo, valutato in 19.698 milioni di euro, è frutto soprattutto dei rimbalzi di fine 2010 e dell’ottimismo del primo trimestre. Molti segmenti sono tornati in terreno positivo, in particolare le Banche (+2,5%), l’Industria (+3,3%) e il Commercio/Servizi (+2,6%); si irrobustisce il Consumer, che sfiora il +6%. Per via dei tagli restano invece col segno meno la Pubblica amministrazione (-2,4%), gli Enti Locali (-0,5%) e la Sanità (-2,2%). Per quanto riguarda le imprese, chiusura negativa anche per le micro imprese (-2,4%), sebbene in recupero rispetto al disastroso -13,7% del 2010, e le piccole imprese (-2,8%). Il segnale positivo arriva dalle imprese Top (+3,2%) e medio grandi (+6,8%), che sono anche i maggiori spender IT, coprendo ben il 61% del totale mercato.
Per quanto riguarda le aree geografiche il maggior utilizzatore di It è il Nord Ovest (31,7% della spesa totale, valutata in 6.245 milioni di euro), soprattutto grazie alla Lombardia (+5,4%). Tra i big spender è il Lazio, che fa da traino a tutta l’area centrale: 5.942 milioni di euro di spesa IT complessiva con una crescita del +3,2% su base annua. Bene anche il Veneto, che primeggia nel Nord Est (+4,2%), male l’Emilia Romagna (-1,7%). Fanalino di coda, senza sorprese, il Sud Italia, con una spesa complessiva in IT di 3.725 milioni di euro e una crescita minima del +1,1%.

HARDWARE, SOFTWARE E SERVIZI IT
Recupera il segmento Hardware rispetto al -19,1% dello scorso anno, ma resta in territorio lievemente negativo (-0,8%), con 5.794 milioni di euro. Parallelamente alla caduta dei server di fascia bassa, notebook (-12,1%) e netbook (-48%), crescono il Cloud Computing e i Tablet (+141%).
Se è vero che il Software è sinonimo di innovazione e di intelligenza di processo, è molto significativo il fatto che questo comparto, nonostante la flessione generale del settore IT, evidenzi un segno positivo ormai da alcuni anni, passando dal +2,7% nel 2010 all’attuale +3,6% , con un volume di 4.273 milioni di euro. Il comparto è trainato da Middleware (+4,8%) e dalla Sicurezza IT (+7,8%).
Tornano positivi i Servizi IT (+2,4%), che da soli hanno un valore di 9.238 milioni di euro, dopo due annate molto negative (-3,8% nel 2010 e -6.3% l’anno precedente). Il merito va soprattutto alle imprese Top, che hanno messo in cantiere investimenti in nuovi progetti e nuovi cicli di Innovazione. Restano invece sempre più al palo le tariffe professionali, consolidando le dinamiche forse patologiche di un mercato fatto di subforniture e di corsa al ribasso nelle gare pubbliche. Il fenomeno emergente del Cloud continua la sua corsa con ritmi accelerati (+40,4%), andando ad impattare sia in quanto “servizio” IT, sia in quanto vero e proprio sostituto di hardware, in special modo server.