È un mercato sostanzialmente tripolare quello della televisione italiana nel 2009, con Rai al primo posto per ricavi (2,728mld di euro), seguita da Sky (2,711mld) e Mediaset (2,506mld, al netto della quota delle partecipate). La relazione annuale di Agcom presentata ieri da Corrado Calabrò registra un incremento dell’1,7% nei ricavi del settore televisivo, nel quale operatori minori e tv locali faticano a trovare spazi concorrenziali. La pay tv è in crescita (+7,4%, a 2,875mld di euro), con Sky che detiene una quota di mercato dell’85,8% e Mediaset del 10,7%. Cala del 9,3% la pubblicità, per un valore di 3,541mld di euro. Il 2010 sarà, secondo Agcom, l’anno di svolta per il sistema televisivo italiano: alla fine dell’anno il 70% delle famiglie sarà digitalizzato, quindi il processo di digitalizzazione potrebbe essere completato nel 2011. L’ascolto della tv digitale su tutte le piattaforme è pari al 51,2% del totale. Per quanto riguarda la Rai, secondo Calabrò occorre una una nuova governance svincolata dai partiti; inoltre il servizio pubblico deve acquisire le risorse da canone con un sistema che riduca l’evasione, perché non ha risorse siufficienti per migliorare la rete trasmissiva e investire nell’alta definizione e nella tv su internet. Infine, una parola anche sulla questione intercettazioni: «la libertà di informazione è forse una libertà superiore ad altre costituzionalmente protette e va difesa da ogni tentativo di compressione».