Brand emotivamente intelligenti: in cima alla classifica c'è Google

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Quali brand hanno il più alto indice di intelligenza emotiva? Carat, agenzia media di dentsu international, ha cercato di rispondere con il suo Brand EQ Report 2020, stilato sulla base delle risposte di oltre 10 mila persone di 10 mercati differenti, tra cui l’Italia. Se a livello globale è risultato essere Google il brand più intelligente emotivamente, seguito da Microsoft e Samsung, in Italia è Amazon a guidare la classifica (davanti a Ikea e allo stesso Google) a conferma dell’amore scoppiato tra gli italiani e le vendite online, nell’anno della pandemia di Covid-19.

Carat_Brand_EQ_rankings

Il report non si è però limitato a indicare una classifica, offre anche spunti interessanti di cui i brand dovrebbero tenere conto. Ecco i principali:

  • Tecnologia e innovazione hanno un volto umano
    Uno dei risultati più evidenti dello studio è la stretta relazione tra ‘umanità’ e centralità della tecnologia per un brand. Osservando i primi 20 brand classificati, ben 8 a livello globale – 9 considerando solo l’Italia – sono fortemente posizionati attorno alla tecnologia e all’innovazione, che si tratti di pure-tech come Google (3° in Italia) o Microsoft (9°), tech-retail come Amazon (1°), tech-product come Samsung (5°), o di player che innovano per migliorare la nostra esperienza, ad esempio il modo in cui acquistiamo, come Mastercard (7°). Questo insight conferma l’atteggiamento positivo e di fiducia degli italiani verso la tecnologia, amplificato e rafforzato dal nostro nuovo modo di vivere la quotidianità, di cui la tecnologia è sempre più abilitatrice. 
  • Il Retail è la categoria più intelligente emotivamente in Italia, in linea con la media globale.
    Brand come Amazon, IKEA e Adidas, registrano performance superiori su tutte le dimensioni. Finance e automotive sono invece quelle con un più basso EQ. 
  • Una comunicazione chiara e trasparente è una leva importante
    Tra i primi 20 brand per EQ, 18 sono anche i primi per social skill, ovvero capacità di comunicazione e di gestione di crisi e conflitti, leadership. Il messaggio è: non lasciar parlare solo le tue azioni, ma raccontale. 
  • Molta consapevolezza di sé, poca empatia
    Analizzando la correlazione tra i tratti dell’EQ, è possibile notare che l’aspetto più sviluppato dai brand è la self-awareness, la consapevolezza della propria identità, seguito dall’impegno rivolto alla customer experience e spirito di iniziativa (motivation). All’estremo opposto si trovano la self-regulation, l’attitudine a comportarsi con onestà e integrità, elemento strettamente correlato alla fiducia, e la capacità di comprensione delle persone e dei propri bisogni (empathy). I brand nella top 10 hanno saputo costruire un bilanciamento tra i due poli, attraverso un profondo allineamento della propria identità e delle proprie azioni alle esigenze reali e ai valori più profondi delle persone. Sono brand recettivi che hanno sviluppato agilità e rapidità nel trasformarsi per rispondere a questi bisogni, in continuo e veloce mutamento, ora più che mai. Marchi come Amazon, Google, Coca Cola hanno coltivato la relazione mantenendo uno stretto contatto con i consumatori, al fine di offrire loro un’esperienza sempre più rilevante. Proprio come nelle relazioni umane è importante mantenere il contatto con l’emotività e i bisogni dell’altro, affinché lo scambio sia positivo, di valore. 
  • Investire per accrescere l’EQ non è solo ‘nice-to’. Paga 
    Nell’ultimo decennio, lo share price medio dei 20 brand più intelligenti emotivamente a livello globale ha superato quello dei brand con un basso EQ del 100%. I brand con un elevato EQ hanno registrato performance superiori di oltre 500 punti percentuali anche rispetto a indici chiave come lo Standard & Poors 500 e il Dow Jones 30.