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Italia e Svizzera gettano le basi per un accordo su fisco e finanza che potrebbe aiutare il governo italiano a recuperare parte di quel capitale depositato oltreconfine da cittadini italiani. I rappresentanti dei due Paesi hanno aperto oggi un dialogo che porterà “prossimamente” a un incontro tra il presidente della Confederazione svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf, e il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti. “Anche alla luce dei recenti sviluppi a livello di Unione Europea, si è discusso del modello di convenzione sulla regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera da contribuenti non residenti e sull'introduzione di un'imposta alla fonte sui futuri redditi da capitale – si spiega in una nota del ministero dell’Economia – Le discussioni hanno riguardato tra l'altro l'accesso ai mercati finanziari, le black list esistenti, la revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni (anche con riferimento allo scambio di informazioni) e l'accordo relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri”.
E’ stato inoltre istituito un gruppo di pilotaggio che lavorerà per risolvere le questioni pendenti menzionate e che si riunirà per la prima volta il 24 maggio 2012. “Le parti – conclude il comunicato – prendono atto con soddisfazione che la questione concernente il blocco dei ristorni dei frontalieri (28 milioni di franchi svizzeri, ndr ) è risolta e che il relativo ordine di pagamento in favore dell'Italia è stato dato».

Così la Svizzera mantiene il segreto bancario