© Getty Images

Le incertezze sul futuro politico dell’Italia spaventano meno i mercati, soprattutto di fronte a un'Unione europea più salda – è stato appena raggiunto l’accordo sulla Vigilanza che darà alla Bce l'autorità di supervisione diretta su 150 banche della zona euro – e con una Federal Reserve pronta a varare nuove misure di stimolo economico. Dopo il lunedì nero per Piazza Affari, la febbre dello spread è tornata a scendere (nel momento in cui si scrive ha raggiunto i 326 punti) e la temuta asta dei Bot si è rivelata un successo: il Tesoro ha superato il primo test del mercato dopo le dimissioni annunciate dal premier Mario Monti e ha piazzato i 6,5 miliardi di euro in Bot a 12 mesi, con un tasso ai minimi da marzo (1,456%) e una domanda quasi doppia raggiungendo i 12,6 miliardi, con rapporto di copertura salito a 1,94 da 1,76 del mese scorso. A pesare positivamente sull’asta dei Bot anche le aspettative del mercato su un possibile taglio dei tassi a gennaio da parte della Bce.
Oggi l’Italia è chiamata a un secondo test: l’asta dei Btp a tre anni, per un importo compreso tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro, alla quale si aggiunge la dodicesima tranche del Btp a 15 anni, fino a 750 milioni.