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Conosci te stesso, per investire meglio: è la singolare massima sottesa al test pisco-finanziario Investimente, lanciato un anno fa da Schroders in collaborazione con l’Università San Raffaele (www.investimente.it). Ora, a dodici mesi dal debutto, sono disponibili i primi risultati dei test: analizzando le oltre 2 mila osservazioni raccolte sulle azioni e le inclinazioni di clienti e operatori finanziari, è emerso che l’errore più diffuso tra gli intermediari finanziari è l’Overconfidence, ossia la tendenza a nutrire un’eccessiva sicurezza in se stessi, con conseguenti ripercussioni sul cliente e la costruzione del portafoglio (62% rispetto al totale risposte).
Molto diffuso anche l’Effetto disposizione (52%), ossia l’inclinazione a vendere prematuramente gli investimenti in guadagno e a tenere troppo a lungo quelli in perdita. Questa trappola, tuttavia, è più probabile nei momenti di crisi e di sfiducia a livello macroeconomico. Le persone più sensibili e solite a nutrire rimpianti, sono invece le vittime designate del “morso del serpente”: Snake Bite Effect (48%). Consiste nel permettere che eventi negativi del passato influiscano sulle scelte da prendere per il proprio futuro. Lo Snike Bite Effect colpirebbe anche i clienti (51%), tanto da essere una delle trappole che loro dovrebbero temere di più. Le altre due sarebbero l’Effetto disposizione e l’Home Bias, ossia la tendenza a investire nei titoli “familiari” in quanto giudicati come scarsamente rischiosi. “Nella logica dell’evoluzione del modello di consulenza, basarsi sui parametri oggettivi e auto-dichiarati (obiettivi finanziari, appetito per il rischio, reddito percepito) non basta. Per proporre soluzioni realmente rispondenti alle caratteristiche dell’investitore e per farlo con le giuste modalità comunicative, bisogna combinare questi aspetti con elementi latenti legati alla sua emotività”, spiega Luca Tenani, Country Head Italy di Schroders - Asset Management.