Adriano Galliani © Getty Images

Adriano Galliani

In attesa dei risultati sportivi – la qualificazione ai preliminari di Champions League è l’obiettivo minimo prefissato dalla società – il Milan raggiunge un primo traguardo, forse più importante: quello del pareggio di bilancio. Oggi, lunedì 22 aprile, l’assemblea degli azionisti è chiamata ad approvare il bilancio del 2012 che, come sottolineato precedentemente dall’amministratore delegato, Adriano Galliani, si è chiuso “con una piccolissima perdita. Abbiamo praticamente raggiunto il pareggio di bilancio”.
Si tratta di un risultato importante per il club che fattura più di tutti in Italia (256,9 milioni di euro registrati da Deloitte) ma che lo scorso anno aveva chiuso il bilancio con un passivo di 67,3 milioni. Cifra ripianata anche grazie alla riduzione del costo del lavoro (ingaggi), dei maggiori ricavi dai diritti Tv all’estero e dalle cessioni di giocatori come Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Galliani – è fare altrettanto nel 2013, raggiungendo quindi nuovamente il pareggio di bilancio”.

Approvato il bilancio: il valore netto della produzione del Gruppo Milan ammonta a 329,3 milioni di euro in aumento rispetto al precedente esercizio (266,2 milioni di euro). Il margine operativo netto passa da -74,2 milioni di euro dell’esercizio precedente ai +5,0 milioni di euro dell’esercizio 2012. Il risultato consolidato è pari a -6,9 milioni di euro contro i -67,3 milioni dell’anno 2011.

NUOVO STADIO? SAN SIRO. Intanto l’amministratore delegato rossonero non ha escluso l’interesse per l’acquisto dello Stadio San Siro, impianto dove, al momento, giocano sia Milan che Inter. Le due società hanno sottoscritto una convenzione per l’utilizzo valida dal 2000 al 2030, ma il club di via Turati si è sempre detto pronto ad acquistare uno stadio che, come sottolineato da Galliani, è stato costruito per il Milan nel 1926 dall’allora presidente Piero Pirelli (la struttura venne poi venduta al Comune dieci anni più tardi). “Abbiamo provato più volte a comprare lo Stadio – ha ammesso l’ad – ma la richiesta del Comune di Milano è stata sempre diversa della nostra”.