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Le tasse in Italia sono quasi 200, e le scadenze per le pmi superano le 800 © Pixabay

Tasse, tasse, tasse. Sono sempre di più, quasi 200. Solo nel mese di gennaio gli adempimenti per dipendenti e pensionati sono dieci in più rispetto all'anno scorso. Piccole e medie imprese, invece, hanno addirittura 871 scadenze all'anno, circa 5 ogni 48 ore. Non ci credete? Andate a consultare il calendario delle scadenze fiscali (lo trovate qui) per farvi un'idea. Secondo i calcoli de L'Economia , per la categoria «lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori» gli adempimenti previsti nei 365 giorni del 2017 sono stati, che diventano - come detto - ben 871 per gli «imprenditori, artigiani e commercianti», 890 per i «lavoratori autonomi, professionisti titolari di partita Iva», 651 per le «società di persone, società semplici Snc, Sas, studi associati», 885 per le «società di capitali ed enti commerciali, Spa, Srl, Soc. cooperative» e 903 per gli «Istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari». 

Tasse, in Italia sono 200

Le tasse fioccano proprio nel mese di gennaio, che per fortuna volge al termine. Le scadenze previste sono 37 per dipendenti e pensionati contro i 27 di un anno fa, 68 contro 50 per artigiani e commercianti, 73 contro 55 per i professionisti e così via. Tutta colpa di un elenco sterminato di balzelli, che il governo ha sistematizzato e organizzato in un disegno di legge per la riforma delle Agenzie fiscali. In due elenchi si trovano 215 voci di balzelli più o meno complessi, 146 in capo all'Agenzia delle Entrate e 69 alle Dogane e Monopoli. Togliendo quelle ormai soppresse, in vigore ne restano ben 170. Tra le tasse più fantasiose troviamo la «sovraimposta di confine sui fiammiferi», le «tasse di pubblico insegnamento», il «diritto di verifica dei cronotachigrafi Cee». Ma non finisce qui, perché bisogna aggiungere una ventina di imposte locali: addizionali Irpef regionali e comunali, tassa di soggiorno, Imu e Tasi, imposta regionale sulle emissioni sonore degli aerei, Irap, imposte comunali sulle affissioni, Tari, tassa di occupazione dello spazio pubblico (Tosap) ecc.

Voglia di flat tax

Di fronte a questo mare di tasse e balzelli, verrebbe voglia di tifare per la flat tax. Anche perché, come racconta la Cgia di Mestre, a fronte di circa 200 voci sono appena dieci quelle che portano davvero soldi all'Erario, l'85% del totale per la precisione. Un terzo del totale arriva dall'Irpef (33,7%), seguita da Iva (20,5% nonostante l'evasione), Ires (6,5%) e Irap (5,7%).