E-commerce: i bambini iniziano a usarlo prima degli 8 anni

Foto di Nicola Giordano da Pixabay

I bambini italiani iniziano a utilizzare device tecnologici molto presto - 7,7 anni è l’età media – anche per gli acquisti online tramite carte di credito o debito; l’accesso agli e-commerce è diffuso nel 38,5% dei casi, con frequenza maggiore all’aumentare dell’età (si va dal 21% per la fascia 7-9 anni al 76% per i 16-18enni). Sono solo alcuni dei dati emersi da una ricerca dell’Osservatorio sulle Giovani Generazioni di Flowe che analizza il rapporto con il denaro e la tecnologia dei ragazzi e il ruolo che i genitori e le famiglie svolgono nell’insegnare ai più piccoli come gestire questi strumenti. L'indagine, condotta da AstraRicerche, analizza anche le modalità con cui vengono realizzati gli acquisti dai ragazzi: in totale autonomia, per il 33,5% degli intervistati; con il supporto dei genitori, nella scelta e ancor più nella fase di pagamento, per il restante 66,5%.
“È evidente", ha affermao Cosimo FInzi, sociologo, ricercatore e a.d. di AstraRicerche, "come una cultura economico-finanziaria molto superiore a quella attualmente posseduta sia necessaria fin da piccoli e che non sia un percorso facile in un Paese in cui ci sono grandi carenze in termini di capacità di comprensione dei testi e logico-matematiche. La crescita dell'educazione in questi ambiti serve quando si è giovani, quando si è adulti e senza dubbio, per molteplici motivi, quando si ha responsabilità genitoriali”.

Educazione finanziaria: una responsabilità delle famiglie

Scorrendo i risultati della ricerca, emerge anche che nella quasi totalità dei casi le famiglie italiane avvertono come propria la responsabilità dell’educazione finanziaria dei giovani, in capo prevalentemente ai genitori, che per il 92% ritengono importante formare i più piccoli già alla fine delle scuole elementari e per farlo prediligono il metodo della simulazione (66%) e la classica “paghetta”, strumento educativo preferenziale.
In sintonia con queste evidenze e con i relativi bisogni, Flowe ha deciso di accompagnare le mamme e i papà nel percorso educativo, offrendo loro uno strumento finanziario completo, la Flowe Junior, una carta prepagata sicura, controllata, digitale e attenta alla sostenibilità, utilizzabile dai ragazzi tra i 12 e i 18 anni. La carta di debito è infatti collegata all’app Flowe e accessibile in doppia modalità: dai figli, con un’interfaccia essenziale, limitata alle sole funzionalità disponibili e un tone of voice informale, adatto ai più piccoli; dai genitori, con la possibilità di impostare limiti, blocchi e sistemi automatici di trasferimento del denaro, oltre a offrire la possibilità di monitorare e controllare come e quando viene utilizzata la carta da parte del figlio.

Bambini e ragazzi possono così acquisire una progressiva autonomia nei loro acquisti e risparmi, sviluppando man mano nuove competenze finanziarie, ma sotto attento monitoraggio da parte di mamme e papà, che stabiliscono i limiti delle operazioni, controllano in tempo reale i flussi economici e possono proteggere i propri figli da rischi esterni o cattiva gestione del denaro.
Non solo, ai ragazzi vengono offerti attraverso l’applicazione contatti sicuri, contenuti video differenziati a seconda dell’età, possibilità di costruire obiettivi di risparmio (perché imparino a ragionare guardando al futuro), categorizzazione e analisi delle spese in versione light  (di più semplice comprensione per loro rispetto alla reportistica completa fornita ai genitori), liste di compiti da svolgere e accesso all’app – con conseguente utilizzo della carta – tramite PIN virtuale personale.

flowe

“Educare i giovani ad accrescere la coscienza delle proprie risorse, non solo economiche, è essenziale. L’Italia è uno dei Paesi più arretrati in termini di educazione finanziaria, al contrario dovrebbe essere un tema nelle agende di ogni giorno. Si tratta di un grave gap che limita il potenziale e la libertà dell’individuo, poiché essere consapevoli delle proprie finanze permette una scelta matura”, ha spiegato Ivan Mazzoleni, Ceo di Flowe. “Inoltre, la digitalizzazione ha reso il denaro più immateriale amplificando la possibilità di perdere di vista l'effettivo consumo delle proprie risorse. È per questo motivo che Flowe intende investire in uno strumento come la Flowe Junior, con l’obiettivo di porsi al fianco della relazione tra genitori e figli per aiutarli a compiere quei passi necessari per poter aumentare la consapevolezza dei ragazzi”.