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Il 2013 è stato un anno difficile per il commercio in Italia. Secondo i dati Istat, le vendite al dettaglio sono diminuite del 2,1% rispetto al 2012, il risultato peggiore dal 1990. Dato che comprende un calo dei prodotti alimentari dell’1,1% e di quelli non alimentari del -2,7%. L’andamento è negativo anche nel confronto con dicembre 2012 (-2,6%) e con il mese di novembre 2013, anche se più contenuto (-0,3%).
L’analisi per tipologia di punti vendita evidenzia un calo annuale della grande distribuzione pari all’1% (che diventa -2,7% nel confronto dicembre 2013 rispetto a dicembre 2012) e del 2,% per i negozi tradizionali (-2,4% nel confronto mese di dicembre su quello dell’anno precedente). Nella grande distribuzione calano gli ipermercati (-1,39% anno su anno e -3,3% dicembre su dicembre) e i supermercati (-1,3% e -3%) mentre crescono i discount, +1,6% (ma solo +0,7% confrontando dicembre su dicembre). Prosegue il momento difficile per i prodotti non alimentari che chiudono l’anno, come detto, a -2,7% (ma totalizzano -2,7% anche nel confronto dicembre su dicembre) e con un trend negativo per tutte le categorie monitorate. Rispetto al 2012 i settori che realizzano i peggiori risultati sono la cartoleria, giocattoli, sport e campeggio con -4,1% (-3,6% nel confronto dicembre 2013 su dicembre 2012); foto-ottica, supporti magnetici e strumenti musicali a -3,6 (-4,2% dicembre su dicembre); Mobili, articoli tessili e arredamento – 3,2% (-1,7%). E poi ancora: elettrodomestici, radio, Tv e registratori a -3,1% (-3%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio che perdono il 3%, che diventa, però, -5% confrontando il mese di dicembre con lo stesso del 2012. L’abbigliamento cala del 2,7% (del 3% nel confronto mese su mese).