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Per tutte le imprese l’obiettivo è soltanto uno: mantenere la giusta rotta verso il successo in un periodo ancora burrascoso per l’economia. Ok, avete già fatto i compiti e messo in pratica tutte le buone regole per non rimanere indietro rispetto agli altri: focus stretto sul vostro prezioso core business, liquidità a portata di mano, lean production e buone relazioni con i clienti. Da manuale: bravi. Ma per rimettere in sesto il bilancio si può fare di più: per esempio individuando quelle piccole inefficienze che, giorno dopo giorno, rallentano la macchina del business. In una parola: ottimizzare. E subito, dall’oggi al domani, tagliando i costi aziendali di netto, con un immediato vantaggio. Si può? Certo: sono tanti i piccoli e sani gesti quotidiani che messi insieme potrebbero farvi risparmiare subito il 30% del budget. E infatti molte aziende si sono già ingegnate, ciascuna a suo modo (vedi "Le aziende fanno così" ), scoprendo sistemi curiosi, a volte davvero originali ma sempre efficaci per dire basta agli sprechi. Voi potete predere tranquillamente spunto da loro: copiare in questi casi non è peccato. Anzi: tanto di guadagnato per le vostre tasche e per l’ambiente. Nessuna soluzione intrapresa dai colleghi sembra adattarsi perfettamente alla vostra attività? No problem, ci sono molte altre formule universali che garantiscono risparmio assicurato.

Prima regola generale: l’attacco agli sprechi deve avvenire su tutti i fronti, nessuno escluso, dal controllo sul risparmio energetico all’eliminazione di tutto ciò che non è strettamente indispensabile, biglietti da visita e brochure compresi. Senza dimenticare le nuove tecnologie che consentono di azzerare (o quasi) la maggior parte dei costi informatici, come l’ormai diffusa nuvola Internet. «Penso all’utilizzo del cloud», suggerisce l’architetto Simone Rivolta dello studio Nea, «che garantisce enormi vantaggi dal punto di vista economico e della flessibilità delle applicazioni: stop alle licenze d’uso del software, riduzione immediata dei costi del sistema operativo e di quelli legati al backup e alla sicurezza dei dati». Con la nuvola Internet, insomma, si trasferisce in Rete parte del peso, anche economico, che prima gravava sui sistemi informatici interni. Ma soprattutto si paga esattamente ciò che si usa, non un euro di più.

Una volta risolto il capitolo IT, girate pagina e passare a quello dell’energia: qui si annidano buona parte dei consumi inutili e dannosi. Come sempre, bisogna partire dalle buone abitudini: nella nostra check list del risparmio (vedi box) ve ne suggeriamo nove, semplici ma efficaci, per ridurre le bollette di luce e gas e i costi di gestione aziendale. Vero è che spesso il buon senso aiuta ma da solo non basta. In questi casi la soluzione è rivolgersi a un esperto in grado di fare un check-up professionale e portare alla luce quegli inutili sprechi nascosti dove nessuno riusciva a vederli e solo la lente di un energy manager, questo il nome della nuova figura professionale, è in grado di far emergere. Merito di strumenti innovativi accompagnati da severe analisi ad hoc sull’azienda e soprattutto un continuo e specifico monitoraggio dei flussi energetici.

A questo punto potete ritenervi soddisfatti del lavoro svolto fin qui. Ma siamo solo all’inizio. Potete infatti considerare l’opportunità di mettere a reddito gli spazi inutilizzati all’interno dell’azienda destinandoli al coworking, fenomeno emergente e in continua diffusione, facendo leva sui contributi regionali erogati non solo a chi apre le porte del proprio officio a colleghi esterni ma anche a imprese e giovani partite Iva che non riescono (ancora) ad avere una sede fissa e decidono quindi di affittarla trasferendosi, anche part-time, in questi nuovi spazi di lavoro. È il principio della sharing economy e funziona: per questo la condivisione degli spazi professionali sta vivendo un vero e proprio boom. Primo passo da fare? Provate con coworkingfor.com, il motore di ricerca che si propone di aggregare e registrare tutti gli spazi di coworking in Italia, oppure sharedesk.net e deskwanted.com, piattaforme simili e di respiro più globale.

Infine, ultimo sforzo per arrivare al traguardo del 30% di risparmio totale: siate rigorosi con il superfluo. È da eliminare. E niente sensi di colpa. «Si tratta di dare un taglio drastico a tutto il materiale promozionale cartaceo, ai biglietti da visita o alle vecchie cartelline personalizzate. Le brochure aziendali», continua Rivolta, «il più delle volte sono già vecchie tre mesi dopo la stampa e impossibili da usare perché non potete aggiornarle senza ulteriori costi e attese. Molto più saggio e lungimirante spostare gli investimenti sull’online». Ce l’avete fatta, meritate un premio. Si tratta probabilmente dell’idea migliore, la genialata taglia-sprechi fatta apposta per voi, quella che nessuno ha ancora trovato e solo Business People è in grado di raccontarvi: chiedete ai vostri dipendenti cosa farebbero al posto vostro e premiate in denaro sonante i suggerimenti migliori. Otterrete due benefici: al costo (esiguo) di un concorso a premi avrete in cambio decine, forse centinaia di buoni spunti, e l’idea vincente potrebbe farvi risparmiare più di quanto possiate immaginare. Chi ci ha provato lo conferma: funziona. Perché spesso gli sprechi più insidiosi si annidano dove neppure un super consulente esterno riuscirebbe a vederli. Ma provate a chiedere alle vostre risorse, premiandole, di raccontarvi il loro lavoro quotidiano e scoprirete impensabili micro-falle della vostra impresa. Da chiudere subito per evitare altre inutili uscite di denaro. E ogni soldo risparmiato è un soldo guadagnato.

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