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Sulla carta la riduzione c’è stata: nel periodo 2007/2009 il personale dei ministeri ha subito una diminuzione dell’1,8% e il numero dei dipendenti fissi non dirigenti della presidenza del Consiglio ora sarebbe di 2.016 unità contro i 2.335 di partenza. Ma qualcosa non quadra: secondo l’ultima relazione sul costo del lavoro pubblico della Corte di Conti per il solo personale non dirigente a tempo indeterminato di palazzo Chigi nel 2009 si sono spesi 130 milioni e 862 mila euro: un aumento del 22,7% rispetto al 2007. “Una riduzione solo apparente”, quindi spiega Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di giovedì 19 marzo che, con l’articolo “Eldorado” Palazzo Chigi – I dirigenti sono il doppio di quelli a Downing street , fa i conti in tasca alla presidenza del Consiglio che nel 2009 ha registrato una retribuzione media procapite di 42.951 euro. Ma “dividendo per questa cifra la spesa complessiva di quasi 131 milioni si ottiene 3.046: ovvero il numero reale degli stipendi pagati (senza considerare i dirigenti) da Palazzo Chigi”. Una differenza di oltre mille dipendenti “ufficiali”. L’anomalia si spiegherebbe – sostiene la Corte dei Conti – con un aumento del personale preso in prestito da altre amministrazioni. Infatti, mentre diminuiva il personale fisso della presidenza del Consiglio, aumentava quello dei dipendenti in prestito che ormai rappresentano il 43% del personale di Palazzo Chigi.
Ma come si spiega questo esodo dagli altri ministeri? Una spiegazione si può trovare nella paga che, scrive Rizzo, è mediamente più alta rispetto a quella dei normali ministeri (circa il 56% in più): 42.951 euro l’anno contro 27.418. Ma non solo: tra il 2007 e il 2009 lo stipendio medio è cresciuto del 14,7%. “Astronomica” si legge sul Corriere della Sera , anche la quantità di aumenti di stipendio. “In otto anni, dal 2011 al 2009, ce ne sono stati, secondo la Corte dei conti, 6.193 per poco più di duemila dipendenti ufficiali: il quadruplo di quello che hanno portato a casa i comuni ministeriali”.
Diversi i tagli annunciati e non ancora effettuati. Come quello del 10% per le retribuzioni più elevate stabilito dal Tesoro nel 2010: “misura – si legge sul quotidiano – rimasta a lungo congelata per gli alti dirigenti di palazzo Chigi in virtà di alcuni ‘dubbi di natura interpretativa’, come afferma il bilancio 2011 della presidenza”.
In sostanza i dipendenti di Palazzo Chigi ci costano parecchio. E pensare che al Cabinet office inglese (la struttura britannica omologa alla presidenza del Consiglio italiana) sono sufficienti 1.337 dipendenti, numero due volte e mezzo inferiore a quello di Palazzo Chigi: “pari nel 2009, se sono attendibili le cifre che si ricavano dalle informazioni contenute nella relazione della Corte dei conti, a 3.423 unità compresi i prestiti e dirigenti”.