Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale

No al taglio dei fondi per l'informatica previsto nella legge di Stabilità. Confindustria digitale attacca il governo per la gestione dell'agenda digitale (per saperne di più clicca qui) on una mano toglie e con l'altra dà. Il governo Renzi finisce sotto accusa per come gestisce l'agenda digitale. «Non sembra possa essere lo stesso governo che nei mesi scorsi ha promosso il piano Crescita Digitale e la Strategia per la Banda Ultralarga e ora ordina alle Pa di tagliare del 50% la spesa in tecnologie informatiche», attacca Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale.

«Sconcerto»: è stata questa la reazione del mondo dell'Ict nel leggere che l'articolo 29 della manovra prevede tagli fino al 50% per la spesa pubblica nelle nuove tecnologie. «E' una visione incomprensibile quella che sta dietro a questa norma», prosegue Catania ricordando che l'Italia è già ultima in questo campo, «primo perché è in contrasto con le politiche di crescita e sviluppo dell'occupazione, di cui il digitale è il motore principale, e in aperta contraddizione con gli impegni sull'innovazione sin qui presi dal Governo. Tagliare la spesa nelle nuove tecnologie significa tagliare proprio lo strumento principale per operare una spending review strutturale e mettere in efficienza la Pa, con tutti i benefici di cui proprio in queste ore si sta parlando, come per la trasparenza e il contrasto all'evasione fiscale»