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Le valigie sembrano essere già pronte: a ottobre Carlo Cottarelli volerà a Washington per tornare a lavorare al Fondo Monetario Internazionale. Ma prima di partire, il commissario alla spending review darà il suo contributo alla Legge di Stabilità.

Lunedì ha infatti consegnato, al premier Matteo Renzi e al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, il proprio piano: una lista di tagli del 3% alle spese ministeriali che verrà sottoposta nei prossimi giorni ai singoli ministri.

Obiettivo: arrivare a risparmiare 20 miliardi in mille giorni partendo da una base di spesa primaria di 700 miliardi.

Tra le opzioni sul tavolo, spiccano la sforbiciata alle partecipate pubbliche, la razionalizzazione dei dipartimenti e dei dirigenti della presidenza del Consiglio e la proposta di rendere più sinergica la collaborazione tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Forestale.

E ancora: per gli Esteri si parla di rivedere la rete consolare e diplomatica, mentre si potrebbero ridurre le risorse destinate ai comuni in base ai costi di chi è efficiente e della capacità fiscale standard.

Un taglio, quest’ultimo, che potrebbe generare almeno 2 miliardi entro fine 2016. Nel nuovo testo sparisce però la sforbiciata alle pensioni: osteggiata dallo stesso Renzi, ha rappresentato uno dei motivi di scontro tra il premier e Cottarelli.

L’idea sposata comunque non è quella dei tagli lineari, bensì selettivi: alla luce delle indicazioni di Cottarelli, ogni dicastero deciderà come e dove tagliare.