L'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), riunita a Bali in Indonesia, ha raggiunto un accordo sulla liberalizzazione degli scambi commerciali: si tratta del primo accordo globale, in quanto approvato all’unanimità, da quando nel 1995 è stata fondata l'Organizzazione mondiale del commercio e per questo definito “storico”. Il testo sottoscritto da 160 Paesi si fonda su tre punti principali: la semplificazione burocratica delle pratiche doganali; la possibilità di acquistare a prezzi sussidiati viveri dai contadini più poveri e l'eliminazione di una parte dei dazi a cui erano sottoposti, in caso di esportazione, i prodotti lavorati solo in parte sul loro territorio. Secondo il direttore generale dell'organizzazione Roberto Azevedo, questa intesa rappresenta un passo importante verso la realizzazione del vasto programma di liberalizzazione degli scambi commerciali che era stato lanciato nella riunione di Doha nel 2001 ma fino a oggi mai applicato. L’accordo non manca di punti critici. Il secondo e il terzo punto, in particolare, rappresentano quelli più controversi.
Secondo le stime dello stesso Wto il potenziale di crescita del Pil mondiale derivante dai capitoli negoziali e chiusi a Bali, sarà di oltre 1.000 miliardi di dollari. «L'accordo raggiunto», ha dichiarato il presidente del Consiglio, Enrico Letta in un nota diffusa da Palazzo Chigi, «è un risultato storico che rafforza il sistema multilaterale degli scambi, li agevola, sostiene il commercio dei paesi meno sviluppati e segna importanti progressi in materia di sicurezza alimentare». «Per l'Europa e l'Italia», ha aggiunto Letta, «sono di particolare importanza le misure di facilitazione commerciale, che permetteranno alle nostre imprese, Pmi in primo luogo, di esportare più facilmente, in tempi più rapidi e con minore burocrazia. Si aprono così nuovi spazi che, sono sicuro, le nostre imprese, a partire dalle Pmi, sapranno cogliere in pieno, grazie al loro dinamismo e alla loro capacità di innovazione».