Dopo il via libera del Consiglio dei ministri, parte la corsa alla riforma del Catasto. Ma che cosa potrebbe cambiare per i cittadini?

Innanzitutto, bisogna guardare alla questione fiscale dove è già in discussione una nuova local tax che dovrebbe accorpare e sostituire Tasi e Tari che tanto hanno complicato la vita degli italiani nelle ultime settimane.

ADDIO VANI. L'obiettivo della riforma è quello di rendere più giusta ed equa la valutazione degli immobili: si passerà dunque a considerate i metri quadri effettivi dell'abitazione e non più i vani come accade oggi.

Cambieranno anche numerosi altri parametri che definiscono la rendita di un immobile: la localizzazione e categoria della zona di ubicazione, l'anno di costruzione, la tipologia/qualità della casa e lo stato di conservazione dell'immobile.

VECCHIO ISTITUTO. A occuparsi della revisione saranno le Commissioni censuarie, istituite negli anni '80 e riattivate per l'occasione dopo il progressivo depotenziamento.

Le 106 commissioni (più quella di Roma che funziona anche da supervisore) avranno nuovi compiti, tra i quali quello di validare le funzioni statistiche dell'Agenzia dell'Entrate (il Catasto centrale dirimerà i conflitti di competenza).

LAVORO SUPER. L'obiettivo è quello di censire circa 62 milioni di immobili oltre a terreni e fabbricati: per questo le commissioni saranno divise in tre sezioni specifiche e saranno composte da 25 componenti effettivi (di cui quattro dell'Agenzia delle Entrate) e 21 supplenti per la durata di cinque anni. Non potranno farne parte parlamentari, ministri, assessori comunali o regionali, prefetti o dirigenti di movimenti politici.