Meno prestiti bancari (-5%), ma più cause finanziarie e bancarie (+65%): è questo il quadro dell’imprenditoria milanese che emerge dal Bilancio sociale del Tribunale di Milano, relativo ai primi sei mesi del 2013. Nel dettaglio, nel capoluogo lombardo i processi per bancarotta fraudolenta sono aumentati sia per numero che per complessità, gravità e valore economico dei reati trattati. Nel mirino, finiscono non solo le aziende medio – grandi ma anche quelle giudicate più solide e strutturate. Sul fronte finanziario, invece, dal 2010 crescono le cause, registrate dal Tribunale di Milano, riferite a derivati, forward, futures, opzioni, interest rate swap, polizze unit e index linked. In aumento anche i procedimenti riguardanti emissioni obbligazionarie di banche estere, come Lehman Brothers, Landsbanki o altri soggetti coinvolti nella truffa Bernard Madoff. Drammatica, tra l’altro, la situazione del sommerso: dal 2008 (anno della crisi) si registra un +349% per i reati tributari e un +1349% per le richieste di definizione con decreto penale.
Sul piatto, infine, anche le dichiarazioni di fallimento: +24% quelle registrate dal Tribunale di Milano nel primo semestre 2013. E sebbene, rispetto al 2008, queste siano aumentate su tutto il territorio nazionale (+12,2%), la Lombardia risulta la seconda ragione con il tasso più alto di dichiarazioni di fallimento (dati Cerved Group). Tra le cause, l’aumento delle domande di concordato preventivo (+76%).