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Finalmente una buona notizia, anzi due. Ad aprile i consumi delle famiglie sono cresciuti di un lievissimo 0,1%, mentre sul fronte della produzione industriale ad aprile c’è stata un’impennata inattesa: l’indice segna un +0,7% rispetto al mese precedente e addirittura un +1,6% confrontato con lo stesso periodo del 2013; si tratta del il miglior risultato dall’agosto 2011. A trainare la nostra economia sono soprattutto i settori manifatturiero, metallurgico e alimentare. Questi numeri, forniti dall’Istat, vengono rafforzati dal giudizio, più che positivo dell’Ocse: l’Italia è l’unica tra i Paesi del G7 ad aver accelerato nella crescita, facendo anche meglio della Germania.

CALA IL PIL E DEBITO RECORD. A pesare sulla nostra ripresa, però, c’è ancora un Pil in negativo e un debito pubblico da record. La nostra economia continua a fare molta, molta fatica e i numeri indicano che siamo passati da una profonda recessione a una stagnazione. Tra gennaio e marzo il prodotto interno lordo ha segnato un -0,1% rispetto al trimestre precedente e un -0,5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Se il trend dovesse essere confermato per tutto il 2014, la ricchezza del nostro Paese calerebbe dello 0,2%, lontano dal prudente +0,8% stimato nel Def. Le buone notizie appena menzionate, però, fanno sperare che non continuerà così e che la situazione può migliorare. Nonostante le bacchettate dell’agenzia Standard e Poor’s, che ha sottolineato come il nostro debito nel periodo 2006-2013 sia cresciuto del 71,6%, ma soprattutto come la necessità di ridurlo rischia di bloccare la ripresa per anni.