Italia, impennata export: a maggio +29,5%

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L’Italia corre nelle esportazioni e questo ancora prima della parità tra euro e dollaro. Sulla base delle rilevazioni dell’Istat appena diffuse, a maggio l’Italia ha registrato un’intensa attività nelle esportazioni, che portano a un saldo di +4,8% sul mese di aprile 2022 e del +29,5% rispetto a maggio 2021. In lieve aumento anche le importazioni (+0,3%). Tra marzo e maggio 2022, confrontato con il trimestre precedente, l’export è cresciuto del 7,9%, l’import del 10,1%.

Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+33,5%), prodotti petroliferi raffinati (+118,5%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+46,4%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+28,2%).

Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori all’incremento dell’export nazionale sono Stati Uniti (con un aumento del 42%), Germania (+27,1%) e Francia (+31,7%). Le vendite verso Russia (-9,5%) e Cina (-9,1%) risultano ancora in calo.

Nei primi cinque mesi del 2022, la crescita tendenziale delle esportazioni (+22,6%) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+29,2%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+34,5%), prodotti petroliferi raffinati (+99,4%), sostanze e prodotti chimici (+28,5%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+20,8%).

A maggio 2022 il disavanzo commerciale è pari a 12 milioni di euro, a fronte di un avanzo di 5.633 milioni dello stesso mese del 2021. Il deficit energetico raggiunge gli 8.261 milioni (era 2.989 milioni un anno prima). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici si riduce in misura contenuta: da 8.622 milioni per maggio 2021 a 8.249 milioni per maggio 2022. “Il deficit energetico”, si legge in una nota a commento dell’Istat, “resta ampio ma si riduce rispetto ad aprile 2022 (era -9.111 miliardi) per effetto principalmente dei ribassi dei valori medi unitari all’import di gas, greggio ed energia elettrica, e l’elevato avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici porta a un saldo commerciale lievemente negativo, prossimo al pareggio”.

Nel mese di maggio 2022 i prezzi all’importazione rimangono invariati rispetto ad aprile 2022 e crescono del 19,9% su base annua (da +21,4% di aprile).