A meno di 24 ore dal piano presentato dal governo di Matteo Renzi (in fondo all’articolo il riepilogo con le misure principali), Bruxelles “accoglie con favore le riforme”, ma senza sconti: l’Unione europea ricorda all’Italia l’importanza di rispettare le regole del patto di stabilità, ovvero “il pareggio in termini strutturali e considerare la regola del debito”.
Ancor meno positive le notizie della Banca centrale europea. Secondo l’Eurotower l'Italia "non ha fatto progressi tangibili rispetto alla raccomandazione della Commissione Ue" di far scendere il deficit, rimasto al 3% nel 2013 contro il 2,6% raccomandato dall'Europa. Il deficit di bilancio italiano è rimasto al 3% del Pil, scrive la Bce, "invariato rispetto all'anno precedente e lievemente superiore all'obiettivo del 2,9% fissato nell'aggiornamento del programma di stabilità del 2013. Secondo le previsioni dell'inverno 2014 della Commissione - continua il testo - il rapporto disavanzo-Pil scenderebbe al 2,6% nel 2014 e al 2,2% nel 2015". L’Italia deve compiere "i passi necessari" per rientrare nel deficit e assicurare che il debito sia messo "in traiettoria discendente". Servono quindi ulteriori misure di risanamento per agire sul disavanzo e far scendere il debito.

L’EUROPA VISTA DALLA BCE. La Banca centrale europea ha rivisto lievemente in meglio le stime di crescita dell'Eurozona, portandole a 1,2% per il 2014, a 1,5% per il 2015 e 1,8% per l'anno successivo. Le stime di tre mesi fa indicavano un Pil in crescita all'1,1% quest'anno e all'1,5% il prossimo.