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Google nel mirino della Guardia di Finanza italiana. Dopo che l'azienda di Mountain View è stata accusata in altri Paesi europei di eludere il fisco, anche in Italia si punta il dito contro l’azienda famosa in tutto il mondo per il suo motore di ricerca che, pur avendo venduto pubblicità per 500 milioni di euro nel nostro Paese, non avrebbe pagato nulla all’erario (né Irap, né Iva, né Ires). L’accusa è di elusione fiscale, poiché Google starebbe adottando il sistema utilizzato da altre multinazionali, ovvero stabilire la sede fiscale in un Paese con fiscalità agevolata: nel suo caso l’Irlanda, che applica un’aliquota di circa il 12,5%; Google Italia, infatti, con sede a Milano, ha solo le divisioni marketing e assistenza. L’indagine della GdF ha innescato inoltre un’interrogazione presso la commissione Finanze della Camera dei deputati. “Chi raccoglie entrate in un Paese, lì deve pagare le tasse - afferma il deputato del Partito democratico, Stefano Graziano - E' una questione di giustizia sociale”. In realtà Google come altri colossi internazionale segue le direttive dell'Unione europea, che dà la possibilità a una società di scegliere in quale dei 27 Paesi membri stabilire la propria sede legale.