Umberto Bossi © GettyImages

Il leader della Lega, Umberto Bossi

“Il Federalismo è la cerniera del Paese” aveva detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento alla Camera dei Deputati lo scorso 29 settembre 2010 (leggi). Ma il Federalismo sembra essere anche la cerniera di questa legislatura che, messa a dura prova dalle vicende private del premier, rischia di saltare se il decreto sulla riforma non verrà approvato. La Lega Nord di questo sembra convinta. Il tanto atteso Federalismo fiscale, ‘la riforma della vita’ per il partito di Umberto Bossi, va portato a casa a tutti i costi e la lega ci vuole provare fino all’ultimo. Per questo dopo il proclama di Bossi di giovedì pomeriggio (“O Federalismo o si vota”) dopo le polemiche dei Comuni (leggi) e dell’opposizione, si prova a ricucire lo strappo.
Ieri sera il Carroccio ha aperto a una piccola proroga sul Federalismo municipale: “su quello si può fare”, dice in serata il leader leghista, Umberto Bossi. Il ministro Calderoli va da Tremonti e incassa una piccola apertura, con il titolare del Tesoro che assicura che prosegue il confronto con i sindaci e che è “assolutamente positivo”. La strada per la devolution, però, sembra un po’ più in salita di quello che era sembrato a fine 2010 con il neonato Terzo Polo a cui non piace il testo del decreto così com’è (attualmente è in discussione in bicamerale) e minaccia di votare no, così come l’opposizione.
La Lega non demorde e prova ad avviare una trattativa con Calderoli che in commissione è disposto a concedere qualche giorno in più di approfondimento tecnico sul provvedimento, come chiesto dalle opposizioni, a patto che non sia un modo per allungare i tempi. Certo, se il Federalismo in questi giorni non dovesse passare, la linea è quella del voto.

Federalismo, rinvio di una settimana per il decreto
Il Consiglio dei ministri ha così deciso il rinvio di una settimana dei termini per il voto del parere sul decreto attuativo del federalismo fiscale sul fisco comunale che doveva essere esaminato nella commissione bicamerale entro il 28 gennaio. "Con il ministro Tremonti e con La Loggia abbiamo concordato una serie di risposte positive a dei quesiti posti dall'Anci" ha affermato il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. "Ritengo che si sia ricomposta la posizione del governo rispetto alla stessa Anci - aggiunge - e che c'è una sostanziale condivisione delle richieste".