La moda fa bene al Pil italiano: se la crescita economica si ferma su livelli compresi tra lo 0,8 e l’1%, l’industria del fashion nel nostro Paese fa prevedere un salto in avanti pari almeno all’1,4%. Un punto in meno del 2015, certo (la crescita lo scorso anno è stata pari a un +2,4%), ma il risultato dimostra comunque come il settore sia uno dei più floridi per l’economia del Belpaese.

MILANO FASHION WEEK 2016Ad annunciare i dati è la Cameranazionale della moda italiana (Cnmi), che si è basata su dati Istat; i numeri sono stati divulgati in occasione della MilanoFashion Week 2016, che aprirà i battenti oggi, 21 settembre 2016, e per una settimana (fino al 27 settembre) farà sfilare il meglio delle collezioni donna primavera-estate 2017. Quella di settembre rappresenta la quarta manifestazione dell’anno (dopo l’altro evento per la donna di febbraio e quelle per l’uomo a gennaio e ai giugno) nella quale il sistema della moda si mette in mostra: a sfilare non sono solo gli abiti, ma tutti i settori collegati al fashion, a partire dagli accessori, passando per occhialeria, gioielleria e cosmesi.

UNA REALTÀ MULTIFORME. I dati sulla crescita del comparto moda mostrano il segno più; tuttavia, sottolinea Claudio Marenzi di Sistema moda Italia, il settore del fashion è una realtà multiforme, che mostra un sistema sì sano, ma variegato, che in particolare rischia di condannare le piccole firme, non sempre pronte ad affrontare la sfida contro i giganti e il mercato globale. Per questo, è compito dell’intero comparto quello di sostenere le realtà più minute e tradizionali, in modo da garantire la sopravvivenza di chi è espressione di un made in Italy da difendere, ma gode di minori risorse: «Il made in Italy vince solo se continua a essere un sistema, non uno sparuto gruppo di eccellenze». Per questo, è necessario che anche chi dà voce alla moda collabori per raggiungere un intento comune: ha questo fine il dialogo istituito tra associazioni, in particolare la collaborazione tra la Camera della Moda, diretta da Carlo Capasa, lo Smi e il Presidente di Pitti Immagine Gaetano Marzotto. Nella stessa visione di sistema si inserisce il Comitato della moda, nato all’inizio del 2016 su iniziativa di Carlo Calenda e guidato da Ivan Scalfarotto, che ha riunito intorno a un tavolo ben 14 associazioni del comparto del fashion.

MILANO E LA MODA. È nei progetti di Beppe Sala, neosindaco di Milano, coadiuvato dall’assessore alla Moda Cristina Tajani, quello di rafforzare il legame che unisce la metropoli con il fashion: l’obiettivo è quello di portare la moda ancora di più nel tessuto della città, tenendo a modello di un prossimo, importante salto di qualità l’ideale del Salone del mobile di aprile. Non basta, dunque, l’apertura serale dei negozi durante la Vogue Fashion Week, che da quasi un decennio precede la Settimana della moda meneghina: sono necessarie sempre nuove iniziative, che attirino visitatori e cittadini e portino la moda a diventare parte integrante della vita della città. Intanto, nei prossimi giorni sono pronte a sfilare, tra abbigliamento e accessori, quasi 180 collezioni dedicate alla prossima stagione primavera-estate.