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L'Ue è al verde. E siamo ancora a settembre Tornano così a rischio i soldi per le borse di studio Erasmus all'estero, i finanziamenti alle pmi e i fondi di coesione. A dirlo è il commissario al bilancio Jacek Dominik.

Il dato racconta il vizio europeo di rimandare i pagamenti e posticipare i conti veri col bilancio: ad affossare l'esercizio 2014 sono stati infatti i 26 miliardi di arretrati degli anni precedenti pagati nei giorni scorsi (24 di sole politiche per la coesione). E per il 2015 si annuncia già un aggravio di 2,1 miliardi in più oltre alla scadenza di tutti i programmi 2007-2013: soldi già spesi di cui gli Stati membri chiederanno il rimborso.

Il neo commissario promette che le cose cambieranno e la prassi degli arretrati finirà. Rischiano così di venire a mancare fondi per crescita, competitività e occupazione: -10% per ricerca e innovazione, -10% per Horizon 2020, -10% per le infrastrutture e -20% per i progetti energetici. Per un totale di 1,3 miliardi di euro.

Di particolare gravità sarebbe il taglio a Horizon 2020: -10% vorrebbe dire il taglio di circa 600 progetti destinati a 1.400 imprese di piccole e medie dimensioni. «Già la Commissione ha dovuto ridurre il livell" di pre-finanziamento per i nuovi impegni, dal 60% al 35%, e attualmente oltre 70 progetti per un importo di 36 milioni di euro sono bloccati e pagheranno interessi di mora», ha ricordato Dominik.
Anche il programma Erasmus soffrirà - «ci aspettiamo un ritardo nel pagamento delle sovvenzioni ai beneficiari, che sono soprattutto studenti» - così come i fondi di coesione che «colpiscono i beneficiari più piccoli e vulnerabili beneficiari, come le Pmi e le Ong».