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Con 203 voti favorevoli, 35 contrari e 32 astenuti, il testo del decreto Lavoro-Iva supera l’esame del Senato e passa ora in seconda lettura alla Camera. Il testo contiene anche un emendamento che, inserito all’unanimità dall’aula di Palazzo Madama, a partire dal 1° gennaio 2014 sblocca di fatto altri 20-25 miliardi di euro di pagamenti alle imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione. In che modo? Lo Stato, attraverso un fondo della Cassa depositi e prestiti – si fa garante nei confronti delle banche per il pagamento di questa parte dei debiti, che si aggiunge ai 40 miliardi già sbloccati sul totale dei 90 miliardi di debiti complessivi stimati da Bankitalia.
Il credito vantato dalle imprese sulla base dei debiti della Pa – che devono essere secondo le disposizioni del decreto 35 del 2013 – può essere ceduto, si legge nell’emendamento, “a una banca o a un intermediario. Per i crediti assistiti dalla garanzia dello Stato non possono essere richiesti sconti superiori al 2% dell'ammontare del credito. Avvenuta la cessione del credito, l'amministrazione debitrice, diversa dallo Stato può richiedere la ristrutturazione del debito.