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Nonostante diversi quotidiani avessero già dato per fatto l’accordo sui pagamenti alle imprese, i lavori che dovrebbero sciogliere il nodo dei debiti della Pubblica amministrazione sono ancora in corso. In giornata al ministero dell’Economia è stato indetto un nuovo incontro che potrebbe portare da tre a quattro i decreti del governo sui pagamenti. Il provvedimento sulle certificazioni dei crediti – che le imprese potrebbero utilizzare per scontare pro solvendo il loro credito vantato – potrebbe essere sdoppiato: una versione per l'amministrazione centrale, una seconda 'fotocopia’, per gli enti locali. Quest'ultimodovrà fare infatti un ulteriore passaggio alla conferenza Stato-Regioni.
Gli altri decreti sono relativi alle compensazioni e al fondo di garanzia. Quello sulle compensazioni è forse uno dei più attesi perché permetterà alle imprese di compensare un credito commerciale verso Regioni o Enti locali con un debito fiscale iscritto a ruolo. Attraverso il decreto sul fondo di garanzia invece si definiscono i termini della garanzia pubblica che lo Stato concederà alle banche per quelle imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione (si parla di una copertura fino all’80%).
Restano da affrontare i dettagli tecnici dell'accordo con gli istituti bancari sulle certificazioni e compensazioni. Uno dei nodi, spiega l’agenzia Ansa , sarebbe relativo all'indicazione del credito nella certificazione, al lordo o al netto della compensazione. Le imprese propendono per la prima ipotesi. I termini temporali di pagamento sarebbero un ulteriore scoglio: le imprese chiedono che i 12 mesi di tempo siano conteggiati a partire dall'istanza di rimborso e non dalla data di certificazione del debito. Se a fronte dell'istanza di rimborso, l'amministrazione non risponde entro 60 giorni, il richiedente può rivolgersi alla Ragioneria generale dello Stato che è obbligata a nominare un commissario ad acta.

L’impresa può presentare un appello in caso di mancato credito

Cessione del credito, differenze tra ‘pro soluto’ e ‘pro solvendo’
Pro soluto: Quando il cedente non deve rispondere dell'eventuale inadempienza (solvibilità) del debitore. Garantisce solamente dell'esistenza del credito. Questo contratto di cessione del credito, di norma, avviene a titolo oneroso e per un importo minore rispetto al credito ceduto.
Pro solvendo: Con questa forma il cedente ottiene lo stesso importo del credito ceduto, ma risponde dell'eventuale inadempienza del debitore.