Il faro dell’Antritrust vuole far luce sulla Grande distribuzione organizzata (Gdo) italiana. Definita dalla Coldiretti (l’organizzazione degli imprenditori agricoli) “Il nuovo potere forte della filiera agroalimentare” la Gdo è sotto indagine conoscitiva da parte dell’Authority il cui dubbio è che la concorrenza in questo settore sia impedita, ristretta o falsata. L'Antitrust ha quindi deciso di approfondire “le dinamiche competitive del settore, anche alla luce della loro importanza sulla formazione dei prezzi finali”. L'analisi, infatti, riguarderà l'effettivo grado di concorrenza tra i vari gruppi della Gdo, le dinamiche contrattuali con cui si determinano le condizioni di acquisto e di vendita dei prodotti agroalimentari, i comportamenti degli operatori della grande distribuzione nella contrattazione delle condizioni di acquisto con i fornitori.

Chi comanda in Italia
Le centrali d’acquisto. Quote di mercato in %
Centrale Italiana (Coop, Despar Servizi, Sigma, Il Gigante) 23,1% Esd Italia (Selex, Agorà, Acqua & sapone, Sun) 14,7%*
Sicon (Conad, Interdis, Rewe) 17,7% Csa (Carrefour, Gdm, Cds, La nuova nave) 9,2%
Centrale Auchan (Gruppo Auchan, Crai) 11,7% Altre 23,6

* proiezione a gennaio 2011
Fonte: elaborazione Sole 24 Ore su dati SymphonyIri Group al 30 giugno 2010

L'Antitrust ha considerato che il rapido sviluppo di questo settore “è stato accompagnato da una graduale evoluzione delle forme organizzative e delle modalità con cui gli operatori si rapportano sia con i propri concorrenti sia con i propri fornitori”. Infatti, non solo c'è stato “un aumento del grado di concentrazione ma anche la messa in comune, da parte delle imprese, di alcune funzioni aziendali (rapporti di affiliazione, consorzi, centrali e supercentrali di acquisto)": un fenomeno che può avere effetti sulla concorrenza perché “con l'aumento del peso delle centrali di acquisto le imprese della Gdo hanno rafforzato il proprio potere contrattuale nei confronti delle piccole e medie imprese produttrici”. Tra i fenomeni segnalati dall'Antitrust, il ruolo delle 'private label', cioè delle marche private del distributore, che hanno intensificato la concorrenza nei confronti dei fornitori e le “forme di contribuzione all'attività espositiva, promozionale e distributiva sganciate dalle quantità e dai prezzi di acquisto” chieste dai rivenditori.
Federconsumatori e Adusbef ricordano di aver spesso denunciato scandalosi comportamenti di prezzi di acquisto decuplicati alla vendita, dalle uve pugliesi acquistate a 25 cent per poi essere vendute a più di 2 euro al chilo alle carote comprate a 10 cent e vendute un euro al chilo. Coldiretti rileva, invece, che per ogni euro speso dai consumatori per l'acquisto di alimenti solo il 17% va agli agricoltori. Questa la mappa dei punti vendita della Grande distribuzione moderna organizzata secondo una elaborazione di Federdistribuzione (su fonti varie, dati AcNielsen, e dati Iri Infoscan).

Numero esercizi in Italia Percentuale
Ipermercati (>8.000 mq) 121 0,4
Ipermercati (4.500-7.999 mq) 251 0,8
Superstore-mini-iper (2.500-4.499 mq) 424 1,3
Supermercati (400-2.499 mq) 8.230 24,9
Libero servizio (100-399 mq) 15.871 48,1
Discount 4.193 12,7
Grandi superfici specializ. non alim. 2.704 8,2
Grandi magazzini 829 2,5
Cash and carry 397 1,2
Totale 33.020 100