Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale © Getty Images

Il rischio di una nuova recessione si affaccia, pericolosamente, all’orizzonte. E stavolta l’epicentro potrebbe essere la stessa Europa.

A lanciare l’allarme è lo stesso Fondo Monetario Internazionale: il timore è che le le divergenti politiche monetarie delle banche centrali finiscano per generare una nuova bolla. In particolare, il direttore Christine Lagarde punta il dito sui «crediti incagliati per 900 miliardi di euro, che stanno bloccando i canali del credito nell'Eurozona».

A loro volta, le politiche accomodanti delle banche centrali spingerebbero gli investitori ad aumentare la propensione al rischio, gonfiando le valutazioni degli asset. Da qui, il rischio di una bolla. Lagarde pertanto raccomanda «framework efficaci per gestire le insolvenze» e riforme strutturali che vadano »di pari passo con le politiche macroeconomiche e finanziarie per aumentare la fiducia e generare investimenti: in troppi Paesi, francamente, queste riforme sono in ritardo».

Per Lagarde bisogna scongiurare il rischio che il «nuovo mediocre», ossia una crescita bassa per un periodo prolungato, diventi una nuova normalità: «Possiamo fare meglio. Dobbiamo fare meglio. Non è che una crescita al 3,4% nel 2014 sia un dato negativo. Anzi, è in linea più o meno con la media degli ultimi tre decenni. Ma non è abbastanza visto l'impatto che ha avuto la Grande Recessione sulle persone, con una disoccupazione giovanile al 50% in alcuni Paesi. La ripresa in troppe parti del mondo non è abbastanza forte».