Per battere i monopoli gli italiani devono andare all'estero

La firma di Fedez con Soundreef, il primo colpo forte della giovane start up concorrente della Siae

Indagine Antitrust sulla Siae per pressioni sugli artisti: è il trionfo di Soundeef, la start up tricolore fondata a Londra nel 2014 e che si batte per la liberalizzazione

La Siae finisce nel mirino dell'Antitrust per abuso di posizione dominante . Sembra ancora presto per capire cosa succedere, ma la notizia ha il sapore di un terremoto sul tema del diritto d'autore. La Guardia di Finanza si è recata nella sede della società guidata da Filippo Sugar e ha aperto un'istruttoria sulla gestione dei diritti d'autore. «Noi siamo tranquilli, la società è trasparente e come sempre collaborativa con le istituzioni», dice all'Ansa il d.g. Gaetano Blandini, «finalmente si farà chiarezza».Sotto la lente d'ingrandimento, in particolare, è finito il rapporto tra Siae e Assomusica, l ’associazione che riunisce gli organizzatori di concerti di musica dal vivo , sospettata di aver messo in piedi «un’intesa restrittiva della concorrenza», adottando linee guida «che indicano alle imprese associate di non stipulare accordi di licenza, né corrispondere compensi a società di gestione concorrenti di Siae».

Di sicuro, c'è che arriva la prima vittoria in campo legale per Soundreef, la concorrente che ha fatto partire il procedimento con le sue segnalazioni. Un pezzo alla volta, la start up creata da due italiani nel 2014 a Londra e che pian piano ha scalfito il monopolio Siae: prima Fedez, poi Nesli e altri grandi cantanti come Gigi D'Alessio hanno abbracciato la nuova e più moderna avventura. La Siae gestisce i diritti d’autore di oltre 80 mila artistiitaliani e stranieri, con un fatturato da 160 milioni di euro, grazie al monopolio stabilito nel 1941 e ribadito di fatto dal governo con la direttiva europea sul copyright. Alle società alternative come Soundreef, il recepimento della norma Ue riconosceva il diritto a operare sul territorio italiano, ma non quello di raccogliere direttamente i diritti. La Siae, però, avrebbe fatto pressioni sugli artisti per «dissuaderli dal conferire il mandato ad altre società di collecting anche solo per alcuni diritti o servizi» e da lì è scattata la segnalazione all'Antitrust.

«L’autorithy riconosce una liberalizzazione che è nei fatti del mercato e che la politica continua a negare con provvedimenti confusi », ribadisce l’a.d. di Soundreef, Davide D'Atri: «La nuova legge italiana di recepimento della direttiva Barnier è assolutamente insufficiente e lacunosa» . Chissà se l'iniziativa dell'Antitrust farà cominciare un'altra musica.

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