Si rinnova la partnership tra Terna e il WWF. È stato firmato oggi il nuovo protocollo d’intesa tra l’azienda e l’associazione che punta a favorire il massimo dell’attenzione ambientale nei piani di sviluppo della rete elettrica nazionale.

L’accordo, della durata di 3 anni, è finalizzato ad accrescere e monitorare il livello di integrazione dei criteri ambientali nel processo di sviluppo della rete elettrica, ad armonizzarlo con la strategia WWF per la tutela degli habitat e a condividere un piano di azioni per orientare e garantire uno sviluppo della rete orientato alla sostenibilità. Tra le novità individuate per il raggiungimento degli obiettivi, la redazione di uno studio ambientale sui cavi marini, per valutare la compatibilità delle infrastrutture lineari marine con gli ecosistemi di mare e di costa, con particolare riferimento alle preziose distese di Posidonia; la costituzione di un tavolo di confronto per la pianificazione sostenibile delle linee elettriche; e la predisposizione di un piano di azioni concrete per ridurre le interferenze delle reti elettriche sulla biodiversità.

«Lo sviluppo della rete elettrica rappresenta un fattore determinante per la crescita del Paese, ancora di più nel difficile contesto attuale - ha commentato il presidente di Terna, Luigi Roth. Ma nel fare infrastrutture è necessario garantire il giusto equilibrio tra crescita e sviluppo e la salvaguardia dell’ambiente. Per questo siamo lieti di continuare la proficua collaborazione con una delle associazioni più rappresentative a livello internazionale per la tutela ambientale come il WWF, che ci permetterà di utilizzare le competenze maturate in tale ambito in un’ottica di pianificazione sostenibile».

Quello siglato oggi è il secondo accordo pluriennale tra Terna e il WWF dopo il protocollo del 2009 che ha visto l’azienda e l’associazione ambientalista attuare importanti interventi di mitigazione, monitoraggio e ripristino ambientale all’interno di diverse Oasi WWF e non solo: all’Oasi WWF Stagni di Focognano, nella piana fiorentina, sono state installate 108 “spire anticollisione”, dispositivi colorati a forma di spirale che rendono visibili i cavi evitando pericolose collisioni con l’avifauna; all’Oasi WWF Padule Orti Bottagone, nell’entroterra di Livorno, sono stati realizzati interventi per la conservazione e il monitoraggio delle specie presenti; nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, presso le suggestive Gole di Popoli, un’équipe specializzata ha operato con tecniche di ingegneria naturalistica per la rinaturalizzazione dell’area intorno a otto tralicci in una zona impervia, a rischio di erosione e dissesto idrogeologico. In Sicilia, alla Riserva Naturale e Oasi WWF di Torre Salsa, sono state potenziate la sicurezza e la fruizione della bellissima area naturale.