Ue: 32% obiettivo vincolante di energie rinnovabili per il 2030

La corsa verso le energie rinnovabili si fa sempre più veloce. Parlamento, Commissione e Consiglio europeo, infatti, hanno appena firmato un’intesa per attuare due delle otto proposte contenute nel pacchetto “Energia pulita per tutti”, che era stato adottato dalla Commissione europea a fine 2016. Se un mese fa era stato dato il via libera alla prima delle novità del pacchetto, ossia la direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia, ora si è deciso di compiere ulteriori passi in avanti. Innanzitutto, i governanti europei hanno deciso di aumentare la quota di energia che deve essere prodotta da fonti rinnovabili: dall’attuale produzione del 20%, si passerà direttamente a una produzione del 32%, obiettivo vincolante per il 2030. L’accordo fissa il target di rinnovabili nei trasporti al 14% e al 3,5% quello per i biofuel avanzati (cioè da residui) e introduce criteri di sostenibilità per l’impiego delle biomasse forestali. L’obiettivo prevede anche una clausola di revisione al rialzo nel 2023. Inoltre, l’Ue si è schierata a favore dell’autoproduzione di energia fotovoltaica (con un alleggerimento dei costi per i cittadini) e dell’eliminazione dell’olio di palma nei biocarburanti. È la prima volta che si riconosce esplicitamente un ruolo a cittadini e comunità nell’adozione delle rinnovabili.

L’Ue non vuole perdere il primato nelle rinnovabili

Con queste decisioni l’Ue cerca di adeguarsi ai cambiamenti attualmente in corso, in particolare al successo crescente di eolico e fotovoltaico, che continuano a guadagnare quote di mercato rispetto agli idrocarburi, e al fenomeno dell’autoproduzione di energia fotovoltaica grazie ai piccoli impianti domestici. L’obiettivo è mantenere il ruolo di guida nella lotta contro il cambiamento climatico e nella transizione energetica pulita. Infatti, negli ultimi tempi l’Europa sta perdendo decisamente terreno in questo senso, a favore di Stati Uniti, Cina e India, che stanno assumendo la guida degli investimenti verso le rinnovabili.
L’intesa rappresenta una mossa fondamentale, ma probabilmente non sufficiente. “Questo accordo riconosce per la prima volta il diritto dei cittadini di partecipare alla rivoluzione energetica in Europa e abbatte alcune grandi barriere che frenano la lotta al cambiamento climatico. Tutto ciò garantisce alle persone e alle comunità un maggiore controllo sull’energia che utilizzano, mettendole in condizione di partecipare alla crescita delle rinnovabili e di sfidare i colossi del settore energetico in tutto il continente” ha affermato Sebastian Mang, consulente energia di Greenpeace Ue. “L’obiettivo di crescita delle rinnovabili fissato al 32 per cento è però troppo basso e permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni rispetto al cambiamento climatico”.