Si chiama Pure Air Zone, è stata creata a Torino ed è la prima sperimentazione, in campo urbano, di una “zona di aria pura”. Ideata dall’azienda di biotech U-earth specializzata nella purificazione dell’aria, finora la Pure Air Zone era stata testata, con successo, in ospedali e contesti industriali: luoghi dove era necessario risolvere il problema della contaminazione dell’aria e dell’inquinamento. L’approccio di U-earth si caratterizza per le tecnologie usate: biotecnologie naturali che riproducono in forma miniaturizzata i meccanismi utilizzati in natura dal pianeta per ripulirsi dagli agenti inquinanti. Dopo 20 anni di sperimentazione internazionale, Pure Air Zine debutta in città: precisamente, a Torino nel "Giardino dispersi sul fronte Russo" di corso Svizzera, angolo via Medici.

COME FUNZIONA. All’interno dell’area sono state installate delle centraline u-monitor e dei depuratori Aircel. I primi rilevano, con frequenza di cinque minuti, le sostanze contaminanti presenti nell’aria; queste vengono poi attirate dai depuratori attraverso una carica elettrica molecolare. Una volta catturati, vengono distrutti da U-Ox, ossia da una formula proprietaria formata da un consorzio di microrganismi ed enzimi che si nutrono di inquinamento. In tal modo non vengono prodotte scorie dannose. «Gli altri sistemi in commercio - Ionizzatori, Carboni attivi, Uv, Hepa, Multistage - dichiarano la cattura fino al 99% dei contaminanti che rispondono alla ventilazione; il problema è che il 98% dei contaminanti rimane nell’aria perché di granulometria troppo fine», precisa il comunicato. «L’efficienza di questi sistemi si basa quindi sulla capacità di attrarre solo il 2% dei contaminanti, escludendo quelli che non rispondono a ventilazione ovvero il 90% dei casi, inclusi gas, particolato ultra fine e odori».

I PROSSIMI STEP. Ma si tratta solo del primo passo. Già a settembre verrà installato un secondo bireattore AirCel nel parco giochi vicino al Giardino Dispersi sul fronte Russo. Dopodiché nel corso dell’anno il Pure Air Zone verrà anche sperimentato in una delle scuole di Torino.