Marco Lucchini

Marco Lucchini, direttore generale di Rete Banco Alimentare

Dopo 12 edizioni della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (l’ultima si è tenuta il 29 novembre 2008), questo evento di sensibilizzazione ha ormai preso piede nel cuore degli Italiani. E anche nelle borse della loro spesa. Grazie a compagne di comunicazione e spazi di rilievo sui media, la formichina che corre carica di spesa “contro lo spreco e contro la fame” è ormai un’iniziativa consolidata, che si ripete negli anni e che la gente comune riconosce. Un’unica giornata nella quale si chiede a chi va a fare la spesa di riempire una borsa con qualche alimento in più da donare a coloro che fanno davvero fatica a tirare la fine del mese. Promotore e braccio operativo di questa macchina, oltre alla Federazione dell’Impresa Sociale-Compagnia delle Opere, è la Fondazione Banco Alimentare Onlus che quest’anno spegne le sue prime 20 candeline .

L’esempio Usa
È il 1989, infatti, quando anche in Italia si comincia a guardare alle Food Banks americane: l’idea originaria si deve a John Van Hengel che alla fine degli anni ‘60 pensò a come poter evitare gli sprechi di alimenti di ristoranti, negozi e supermercati e, al contempo, aiutare i più bisognosi. A Phoenix grazie a lui nasce la prima Food Bank, un modo per recuperare il cibo in eccesso e ridistribuirlo a chi invece non ne ha. Oggi negli Stati Uniti si contano più di 200 banchi alimentari. In Italia invece il merito del progetto iniziale va al Cavalier Danilo Fossati, creatore della Star, e a monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. Oggi, 20 anni dopo, questa realtà tocca tutto il territorio nazionale. Venti, infatti, non sono solo le candeline che la Fondazione spegne quest’anno, ma anche le organizzazioni sparse per l’Italia da cui la Rete Banco Alimentare è costituita: quasi una in ogni Regione, fatta eccezione per Campania, Basilicata e Molise che non ne hanno nessuna e Piemonte e Sicilia con 2 sedi ciascuna. A sua volta, poi, la Fondazione è associata alla Federazione Impresa Sociale - Compagnia delle Opere ed è membro della Fédération Européenne des Banques Alimentaires a cui aderiscono altri 17 stati europei. Per festeggiare il ventennale, Marco Lucchini, direttore generale di Rete Banco Alimentare, racconta che a breve uscirà un libro sulla storia dell’associazione, una mostra fotografica e sarà inaugurato un nuovo magazzino lombardo «proprio dove vent’anni fa è nata la nostra opera».

Come funziona?
Il concetto alla base del Banco Alimentare è semplice ed efficace: si raccoglie cibo in avanzo in ottimo stato, ma che non può più essere venduto o consumato dal mondo della ristorazione, dell’industria agroalimentare, dei grandi supermercati (Gdo) e da Agea (l’agenzia italiana che si occupa della gestione dei mercati agricoli in Europa) per poi distribuirlo a chi ne ha bisogno tramite associazioni e istituzioni caritative convenzionate (mense per i poveri, case d’accoglienza, enti di sostegno alle famiglie come Caritas, ecc).
Ci sono molti modi per dare una mano alla Fondazione. Innanzitutto, come spiega Lucchini, «diventando volontari della Fondazione Banco Alimentare: tutto quello che facciamo non sarebbe possibile senza l’aiuto di queste persone, che costituiscono la stragrande maggioranza della nostra forza lavoro. Oppure sostenendo l’attività della Fondazione con una donazione in denaro. Inoltre, le aziende alimentari possono aiutarci anche con donazioni in generi alimentari, oltre che sponsorizzando la nostra opera». Lucchini ricorda che è anche possibile donare il 5x1000, «che costituisce un’importante fonte di sostentamento per la nostra attività di lotta contro lo spreco e contro la fame». Per devolverlo al Banco Alimentare il codice fiscale è 97075370151. Neonata (relativamente, visto che ormai prosegue già da cinque anni) è l’iniziativa Siticibo - oggi attiva a Milano, Como, Modena, mentre Roma, Firenze e Verona sono in via sperimentale - che va ad ampliare il servizio estendendolo al recupero quotidiano di pietanze cucinate in eccedenza presso mense aziendali, refettori scolastici, hotel, ristoranti. Inoltre recupera anche i prodotti freschi in vendita nei supermercati, in genere ortaggi, latticini, carne, pane, che non possono essere rimessi in vendita il giorno seguente per motivi commerciali e che quindi verrebbero buttati, e li consegna immediatamente ai punti convenzionati.
Tuttavia, la fondazione è operativa anche nel caso di eventi straordinari. Non è si è vista impreparata, infatti, a fronteggiare l’emergenza Abruzzo. «Ci siamo mobilitati da subito raccogliendo generi alimentari che sono stati distribuiti nei campi sfollati e aprendo un conto corrente per raccogliere fondi che serviranno alla gestione della crisi anche nei prossimi mesi», spiega Lucchini, «quando il clamore della notizia sarà attenuato, in Abruzzo ci sarà ancora bisogno di sostegno alimentare».

Diamo i numeri?
Purtroppo no! Secondo i dati Istat (dati 2007 pubblicati a fine 2008) circa 7.542.000 persone (12,8 % dell’intera popolazione pari a circa l’11% delle famiglie residenti) vivono sotto la soglia di povertà.
Per fare una stima, sempre riferendoci al 2007, sono state 1.435.483 le persone assistite attraverso l’opera della rete Banco Alimentare grazie a 59 mila tonnellate di cibo raccolte e 8.248 enti assistenziali convenzionati.
Siticibo, che si occupa di distribuire cibo fresco o cucinato in giornata in eccesso, reperito da mense aziendali e scolastiche o supermercati (pane, ortaggi, latticini che ogni sera vengono gettati anche se ancora in ottimo stato), è attivo a Milano e Como dal 2003 e in 5 anni ha registrato
503 mila porzioni di piatti pronti, 284 tonnellate di pane, 275 tonnellate di frutta e verdura raccolti; 69 enti caritativi beneficiari, 120 donatori e 110 volontari.

Il bilancio della 12esima edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (29.11.2008):

  • 7.600 supermercati coinvolti
  • 108 mila volontari mobilitati per l’intera giornata
  • 8.973 tonnellate di alimenti raccolte