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Il mondo del volontariato è più forte della crisi. A dimostrarlo è la rilevazione del Centro nazionale per il volontariato e della Fondazione volontariato e partecipazione sulle organizzazioni di volontariato (Odv), svolta su 1.900 presidenti. Stando ai dati, nel 2013 lo stato di salute economico delle Odv è buono e il 56,6% dei presidenti intervistati giudica stabile o equilibrata la situazione economico patrimoniale della propria organizzazione. Della restante parte, il 29,2% la definisce in termini positivi e solo il 14,1% parla di situazione difficile.
Quanto alle entrate, nel 2013 il 69,3% delle Odv italiane conferma o migliora rispetto alla performance del 2012. "Questi dati - dimostrano che il volontariato italiano è un fenomeno maturo e consolidato, una colonna portante del nostro sistema democratico", commenta il presidente della Fondazione volontariato e partecipazione, Alessandro Bianchini. "Dal punto di vista delle risorse prosegue una tendenza che osserviamo da anni: lo stato di salute economica delle associazioni presenta una sostanziale tenuta, anche per loro capacità di fare affidamento su risorse proprie, differenziando le fonti di entrata. Ma osserviamo anche che le associazioni operanti in alcuni settori di intervento, sopratutto la protezione civile, hanno maggiori difficoltà. Influisce sicuramente anche la crescente pressione del pubblico a cui sono sottoposte".
In crescita anche la base di soci e volontari. Il numero dei primi è stabile nel 51,9% delle Odv e in crescita nel 33,6% dei casi tanto che, nel 2013, 85 organizzazioni su 100 hanno confermato o allargato la loro base associativa. Quanto ai volontari, il loro volume resta costante nel 63,9% delle Odv in analisi, mentre cresce nel 25,6% dei casi. Stabile la componente dei giovani, ferma al 25,3% del totale volontari come nel 2011. Fa eccezione solo il settore della Protezione Civile che vanta il corpo di giovani volontari più consistente: in media il 31,9% under 35. Una percentuale simile alla struttura della popolazione italiana registrata dall’Istat al 1° Gennaio 2013, dove gli under 35 sono il 35,5% del totale. Esistono comunque degli elementi di criticità, in primis i ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione, a cui si aggiunge la difficoltà del volontariato nel collaborare con gli altri soggetti del terzo settore.