La recente crisi economica ha frenato drasticamente l’industria permettendo all’Europa di respirare una buona boccata d’ossigeno. E’ quanto fa sapere l’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) che nel 2009 ha registrato nei 27 paesi dell’Unione europea un crollo delle emissioni di gas serra, circa il 20% in meno (17,3%) rispetto a vent’anni fa. In particolare, tra il 2008 e il 2009 le emissioni di CO2 si sono ridotte del 6,9% (in Italia addirittura del 9%). Un risultato frutto dell’aumento delle energie alternative, cresciute dell’8,3%, ma soprattutto una causa dell’evidente calo nella produzione industriale. Nel 2009, infatti, l’utilizzo di combustibili fossi come carbone, metano e petrolio è sceso del 5,5%.

Grazie a questo risultato l'Europa si sta già avvicinando all'obiettivo del 2020 di riduzione di CO2 , ma è possibile che già nel 2010, con una ripresa economica in corso, le emissioni torneranno a salire. L’intenzione di alcuni ministri dell’Ambiente europei (Germania, Francia e Gran Bretagna) è però quella di alzare ulteriormente il taglio delle emissioni per il 2020 passando dall’attuale 20 al 30%. Una proposta che non è stata ben accolta in Italia che, 2009 a parte, tra 1990 e 2008 aveva registrato addirittura un aumento delle emissioni al 4,7%.