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Gli esperti lo chiamano con un termine molto calzante "suolo consumato": è il territorio coperto da cemento che in Italia, in vent'anni, è raddoppiato a una velocità incredibile. A denunciarlo è Alberto Ziparo, professore associato di Pianificazione Urbanistica presso l'Università degli Studi di Firenze in un intervento su Repubblica.

Quali sono le conseguenze di questo fenomeno? Distruzione di sistemi idrogeologici, dissesti, perdita di paesaggi e in termini più materiali una quantità incredibile di volumi vuoti. Secondo il censimento 2011, infatti, sarebbero sette milioni gli appartamenti inutilizzati, circa 20 milioni di stanza per un aumento del "vuoto" del 350% rispetto al 2001.

QUADRO DESOLANTE. A tracciare il quadro definitivo della cementificazione tricolore è l'Istat: 14,5 milioni di edifici per 31 milioni di appartamenti. Una colata di cemento stimabile in 18 miliardi di metri cubi di spazio (84% residenziali), a fronte di un fabbisogno di 6,3 miliardi in base alla popolazione. Quasi un alloggio su quattro è vuoto dunque.

La situazione è più grave al Sud: la Campania presenta circa 1 milione di edifici (65 mila vuoti) per una popolazione di 5.760.000 abitanti; la Puglia ha 1,1 milioni di palazzi (54.200 inutilizzati) a fronte di quattro milioni di abitanti; in Basilicata il vuoto corrisponde a un decimo dei 117 mila edifici costruiti per 580 mila lucani; in Calabria il 40% (420 mila) degli 1,25 milioni di alloggi è sfitto. Stesso discorso nelle isole dove la stima è del 30%: 1,7 milioni di edifici in Sicilia (5 milioni di abitanti), 132 mila vuoti; per 1,6 milioni di sardi sono stati tirati su 57\0 mila palazzi, ma 70 mila sono vuoti. Record negativi per Veneto e Toscana (uno su cinque), Lazio (22%) e Lombardia (16%).

IL QUADRO DELLE CITTA'. Guardando alle metropoli, in testa alla classifica ci sono Torino, Milano e Roma con oltre 100 mila vani vuoti ciacuna. Seguono Venezia, Padova, Bologna, Firenze e Genova. In diverse città del Sud, però, è evidente il paradosso della costruzione di un numero di stanze superiore a quello degli abitanti (in Calabria ce ne sono 40 mila di troppo).

Il dato che più riassume tutto il discorso è quello di abitanti/edificio: in Piemonte abbiamo poco più di 3 abitanti per edificio, in Lombardia poco meno di 5, in Toscana poco più di 4, nel Lazio circa 5. Nelle regioni meridionali abbiamo addirittura meno di 3 abitanti per edificio in Sardegna e in Sicilia, 2,5 in Calabria, 5 in Campania, 3,2 in Basilicata, poco meno di 4 in Puglia.