Dare una casa anche a chi una casa non l’ha più, ai rifugiati dei campi profughi, lontani dalla loro terra e spesso costretti a vivere, anche per parecchi anni, in rifugi di fortuna, tende che non resistono al tempo e alle sue intemperie. Attraverso la sua fondazione no profit, l’Ikea Foundation, il retailer svedese ha intrapreso una partership con l’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, l’UNHCR che ha come obiettivo quello di sostituire le tende dei campi profughi con soluzioni prefabbricate. Il prototipo del nuovo rifugio, battezzato Refugee Shelter, è ora in fase di sperimentazione in un campo profughi in Etiopia. Si tratta di casette prefabbricate equipaggiate con pannelli solari, ben climatizzate e con un soffitto alto abbastanza da consentire la circolazione delle persone che le abitano. Queste casette hanno una durata media di tre anni e per progettarle e realizzarle l’Ikea Foundation ha investito 4,5 milioni di dollari. Secondo l’UNHCR 3,5 milioni di rifugiati, pari al 10% del totale dei profughi, vive in tende senza elettricità e protezione dal caldo, freddo e altre condizioni climatiche.