SI può misurare il bene fatto? Ci ha provato la Fondazione Lang e ha presentato i risultati nel corso del Lang Philanthropy Day intitolato Filantropia strategica al servizio del cambiamento sociale .

Attraverso la Theory of change (Teoria del cambiamento), la fondazione ha svolto un'analisi longitudinale di impatto sociale, basata su dati storici, sugli interventi effettuati tra il 2010 e il 2014 al Lacor Hospital, nel distretto di Gulu in Uganda.

INDICE DEL BENE. Grazie al sostegno di Fondazione Cariplo, l’indicatore Sroi (Social Return on Investment) ha segnato che per ogni euro donato dalla Fondazione Piero e Lucille Corti, che sostiene economicamente l’ospedale, nel territorio sono stati generati 2,74 euro. Ragionando su base annua, la donazione di 2.619.765,98 euro ha prodotto un ritorno sociale pari a 7.176.042,27 euro.

Lo Sroi ratio è stato calcolato ponendo a confronto il valore di output e outcome con l’importo delle donazioni erogate al Lacor Hospital attraverso il confronto con più stakeholder: l’investitore, gli studenti di medicina e la popolazione locale, che vive e utilizza i servizi sanitar.

LA FILANTROPIA STRATEGICA. Il Lang Philanthropy Day, evento ideato e promosso da Fondazione Lang Italia (giunto quest’anno alla seconda edizione e sponsorizzato da Bank Vontobel AG), è un evento unico nel suo genere in Italia ed è dedicato a fondazioni, famiglie e imprese che vogliono approfondire i temi dell'efficacia dell'azione filantropica e della misurazione dell'impatto sociale. Fondazione Lang Italia supportainfatti imprese, enti e privati anche attraverso corsi executivesulla filantropia strategica e sull'impact investing.

«Considerando i driver principali emersi, negli Stati Uniti, nell’evoluzione della filantropia in chiave più strategica», dice David Hunter, «i filantropi dovrebbero: (1) ripensare i criteri di selezione dei propri beneficiari; (2) espandere la tipologia di donazioni erogate per includere investimenti nelle organizzazioni non profit in toto, piuttosto che sostenere solo programmi o specifiche attività; (3) lavorare in rete in modo più collaborativo con altri donatori per creare flussi di ricavi razionali all'interno del settore non profit; (4) impegnarsi nella creazione e nella diffusione di dati rigorosi su ciò che funziona e su ciò che non produce risultati (e perché), analizzando le proprie donazioni e il lavoro dei beneficiari».