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Conciliare la necessità di approvvigionamenti energetici e la salvaguardia dell’ambiente. Conferire alle energie pulite quel ruolo di primo piano nell’economia mondiale che meriterebbero. Raccogliendo la sfida sull’accesso ai servizi energetici sostenibili, Eni e Legambiente, in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano, hanno organizzato la quinta conferenza internazionale “Energythink, il futuro del pianeta, gli scenari dell’energia”. L’evento, che si è tenuto mercoledì 21 novembre nell’Aula Magna Gobbi dell’ateneo milanese, è stato organizzato per approfondire temi trattati anche nel corso dei meeting Energything, che ha avuto luogo lo scorso marzo a Venezia, e del convegno dell’ONU Rio +20.

Gli argomenti affrontati hanno toccato soprattutto tematiche sociali, dal momento che con l’ausilio delle energie alternative è possibile contribuire a risollevare le sorti delle aree del mondo in via di sviluppo. In questo modo, oltre alla salvaguardia dell’ambiente, si può contribuire a migliorare le condizioni di vita delle persone che vivono in aree del pianeta che soffrono una povertà estrema, facilitando il loro accesso alla rete dell’energia elettrica. Eppure la questione dell’approvvigionamento di energia è un problema sentito non solo per i Paesi in via di sviluppo, ma anche per le nazioni che, come l’Italia, non dispongono di grande ricchezza di materia prime. In questo senso, spingere l’acceleratore sulle energie alternative e sviluppare partenariati internazionali rappresentano delle valide alternative alla dipendenza economica da paesi terzi ed al consumo di combustibili inquinanti.

La scelta di coinvolgere sia l’Università Bocconi che il Politecnico è proprio orientata a porre il mondo accademico e della ricerca al centro di questa “rivoluzione energetica” che Eni e Legambiente intendono promuovere. Tuttavia non si tratta esclusivamente di una questione di stimoli, perché l’argomento della ricerca è vincolato alla disponibilità di finanziamenti, più che all’impegno e alla competenza delle risorse umane di cui l’università italiana continua ad essere una preziosa fucina.