I chioschi d’acqua piacciono sempre di più: questo emerge da una ricerca Cra (Customized Research & Analysis), che racconta come gli italiani siano utenti sempre più entusiasti e consapevoli delle Casette dell’acqua messe a disposizione dai comuni del Belpaese.

1300 CHIOSCHI. Nel 2010 le Casette dell’acqua erano appena 213; oggi siamo a quota 1300, e presto si aggiungeranno a queste anche le 22 installate ad Expo 2015 a Milano. La ricerca di Cra , commissionata da Aqua Italia (azienda costruttrice di impianti per il trattamento delle acque) rileva che il 42,5% di cittadini le usa (o le userebbero), e la percentuale si alza di diversi punti per la fascia d’età 18-24 anni, sempre sensibile alle questioni ambientali.

IN ITALIA. Maggiormente utilizzati risultano gli impianti piazzati nei comuni più piccoli, mentre l’affezione a questi comodi ed ecologici strumenti scende proporzionalmente all’aumento della dimensione del comune. Più consapevoli dell’esistenza delle Casette dell’acqua i lombardi; l’utilizzo scende di molto al Sud, dove pochi sono gli impianti installati, ma quasi il 45% dei cittadini del Meridione sarebbe contento di provarli.

I PREGI. I punti forti dei distributori comunali? L'acqua erogata è economica, ecologica e buona. Refrigerata, disponibile liscia o gasata, spesso è gratuita e, quando si paga, ha il costo medio (davvero irrisorio) di appena 5 centesimi al litro. Ma il maggiore guadagno si ottiene dalla plastica risparmiata: i chioschi d’acqua permettono di evitare lospreco di ben 200.000 bottiglie in PET, e di conseguenza di abbattere fortemente anche la produzione di CO2 per la fabbricazione e il trasporto della plastica. Quella dell’acqua dei sindaci si dimostra dunque una soluzione intelligente per rispettare l’ambiente, senza però mettere da parte la soddisfazione dei cittadini, primi ed ottimisti sostenitori delle Casette dell’acqua.