Sabato 28 novembre il carrello della spesa si riempie di solidarietà: torna, come ogni anno, la Giornata nazionale della colletta alimentare, promosso dal Banco Alimentare. In oltre 11 mila supermercati di Italia, sarà possibile donare parte della propria spesa a uno degli oltre 135 mila volontari presenti all’uscita, distinguibili per la pettorina gialla. Gli alimenti raccolti verranno distribuiti a 8.100 strutture caritative che, a loro volta, li dispenseranno a oltre 1,560 milioni di famiglie bisognose italiane.

COME DONARE. Per garantire il mantenimento del cibo, è preferibile donare beni a lunga conservazione, come pasta, riso, legumi, pelati, olio, alimenti per l’infanzia. «Giunta alla 19° edizione, la giornata nazionale della colletta alimentare è diventata un importantissimo momento di coinvolgimento e sensibilizzazione della società civile al problema della povertà alimentare attraverso l’invito a un gesto concreto di gratuità e condivisione: fare la spesa per chi è povero», si legge sul sito collettaalimentare.it «è un grande spettacolo di carità: l’esperienza del dono eccede ogni aspettativa generando una sovrabbondante solidarietà umana».

Nel 2014 sono stati raccolti 9.201 tonnellate di alimenti, donati da 5,5 milioni di italiani. Alla giornata aderiscono come volontari anche l’Associazione Nazionale Alpini, la Società San Vincenzo De Paoli, la Compagnia delle Opere Sociali. Sul tema della povertà è intervenuto anche Papa Francesco: «La fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero “scandalo” che minaccia la vita e la dignità di tante persone. Ogni giorno dobbiamo confrontarci con questa ingiustizia, mi permetto di più, con questo peccato, in un mondo ricco di risorse alimentari, grazie anche agli enormi progressi tecnologici, troppi sono coloro che non hanno il necessario per sopravvivere», ha spiegato il Pontefice nell’udienza dedicata alla rete di carità del Banco Alimentare. «Ma tutti possono fare qualcosa: qualcosa di umile, e che ha anche la forza di un miracolo. Prima di tutto possiamo educarci all’umanità, e a riconoscere l’umanità presente in ogni persona, bisognosa di tutto».