Le giornate di sole di luglio e agosto 2015, oltre al gran caldo e all’afa, non hanno di certo favorito la produzione di energia solare. Ebbene sì: anche i pannelli solari soffrono il caldo. Secondo Giovanni Campaniello, esperto di efficientamento energetico e fondatore di Avvenia, l’estremo calore influisce negativamente sull’efficienza delle celle solari e, nonostante la presenza costante del sole, i pannelli hanno prodotto meno energia. Secondo le stime di Avvenia, l’elevato tasso di umidità e le temperature elevate – 8 gradi in più rispetto alla norma stagionale – hanno comportato una riduzione del 10% della produzione di elettricità solare.

Al problema del surriscaldamento interno dei pannelli fotovoltaici si aggiunge l'effetto foschia nell'atmosfera: se i primi giorni di caldo rendono l'aria più secca, i seguenti provocano una forte evaporazione d'acqua e si forma così una nebbiolina che riduce il livello di soleggiamento. Per invertire la tendenza Campaniello suggerisce di puntare di più sull'efficientamento energetico: a volte l'investimento stesso in rinnovabili distrae dal vero obiettivo che è quello di razionalizzare i consumi – eliminando gli sprechi e le inefficienze – e non consumare allo stesso modo qualcosa di diversamente prodotto.