Wikipedia

Da fonte inattendibile a sito di riferimento per studenti, giornalisti, politici e scrittori. Sono passati dieci anni da quando un giovane imprenditore, Jimmy Wales, allora 34enne, lanciò il progetto Wikipedia: un enciclopedia online completamente gratuita e aggiornabile in tempo reale da chiunque lo desideri. L’obiettivo? Creare un mondo in cui ogni essere umano può condividere liberamente e gratuitamente la somma di ogni sapere collettivo. Oggi, 15 gennaio 2011, il quinto sito più visitato al mondo (327 milioni di utenti unici al mese) festeggia 10 anni.
Nato riprendendo il termine hawaiano ‘wiki’ (che significa ‘veloce’) Wikipedia è diventato sinonimo di sapere libero e gratuito, anche se spesso l’enciclopedia viene accusata di inaffidabilità: reggendosi sul volontariato e sulla libera condivisione del proprio sapere, chiunque (involontariamente o con malizia) può scrivere inesattezze, informazioni non veritiere. Ma Wikipedia non si regge sull’anarchia, ma su delle regole ben precise: il sistema, inoltre, si auto-controlla grazie agli interventi multipli dei partecipanti: ogni lettore dell’enciclopedia è invitato a fare le sue osservazioni se riscontra un problema (senza dimenticare i 1.800 amministratori che ‘vigilano’ sui contenuti). E se non bastasse, ci pensa lo stesso Jimmy Wales, a sfatare il mito dell’inaffidabilità: “La media errori in una voce dell’enciclopedia Britannica è tre, in Wikipedia quattro. Non vi sembra molto per il ‘prezzo del biglietto’?”.

I NUMERI DI WIKIPEDIA
sito più visitato al mondo 450 mila iscritti 8.150 utenti attivi
327 milioni di utenti unici al mese 3,5 milioni di voci in inglese (762 mila in italiano 5,9 milioni di dollari – costi di gestione
17 milioni di voci correlate 266 lingue (compresi dialetto e latino) 16 milioni di dollari – ultima raccolta fondi

E a proposito di costi. Dal 2003, da quando Wikipedia è stata assorbita da Wikimedia Foundation, l’enciclopedia online è diventata una no-profit, mentre portali come Facebook macinano miliardi di dollari. “Non ho mai avuto ripensamenti – spiega Wales sulle pagine del quotidiano la Repubblica -. È chiaro che se avessi venduto Wikipedia avrei fatto un sacco di soldi ma ciò ne avrebbe quasi sicuramente fermato la crescita. E comunque ne avrebbe cambiato la natura”. E sulla natura di Wikipedia il fondatore è ferreo tanto che per il suo sito non ha ancora ceduto alle lusinghe della pubblicità, ma ogni anno chiede ai suoi sostenitori un piccolo gesto economico per “rimanere indipendente”. “Non ho niente in contrario alla pubblicità nelle riviste commerciali – spiega –. Questo però è un posto speciale, dove la gente viene per imparare e pensare. E in un posto così, secondo me, la pubblicità non dovrebbe avere cittadinanza”. E finora non l’ha avuta anche grazie alla generosità dei 500 mila donatori che in poche settimane hanno riversato nelle casse di Wikipedia 16 milioni di dollari (circa 22 dollari a testa). Una cifra davvero sbalorditiva se si pensa che nel 2003 la prima raccolta fondi racimolò 20-30 mila dollari. Nel 2009 si sono raccolti 10,5 milioni di dollari a fronte di 5,9 milioni di costi di gestione. “Il 2010 – continua Wales – si chiuderà con una cifra simile che serve a pagare i server e le 35 persone dello staff”.